“Si chiude una vicenda senza responsabilita’ degli amministratori comunali (sindaco e assessori) che sono stati tutti e completamente assolti. Ricordiamo che l’Amia con i suoi satelliti, nel 2012 era gia’ di fatto in bancarotta e il suo fallimento ha condizionato ed in parte continua a condizionare la gestione e i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Palermo. Un fallimento i cui responsabili – sia detto per inciso – non hanno risposto in sede penale per via delle scelte fatte dalla precedente amministrazione. Si e’ riconosciuto che gran parte della situazione attuale, in tutta la Sicilia, e’ frutto del caos normativo regionale che si sussegue da almeno venti anni”. Lo ha detto il sindaco Leoluca Orlando sulla sentenza, depositata il 31 dicembre, con cui la Corte dei conti (Sezione giurisdizionale presieduta da Guido Carlino) ha assolto tutti gli amministratori pubblici per i quali era stato ipotizzato un danno erariale di complessivi 9 milioni di euro per il mancato raggiungimento delle percentuali di legge di raccolta differenziata nella citta’ di Palermo.
Erano a diverso titolo chiamati a rispondere gli ex governatori Rosario Crocetta e Raffaele Lombardo, i sindaci di Palermo Leoluca Orlando e Diego Cammarata e gli assessori Michele Pergolizzi, Giuseppe Barbera e Cesare Lapiana. “E’ stato riconosciuto – conclude Orlando – che cio’ che poteva essere e andava fatto e’ stato fatto da questa Amministrazione e che se un danno c’e’ stato, questo e’ di pochissimi punti percentuali rispetto ad una raccolta differenziata che comunque e’ in crescita grazie al sempre miglior regime della Rap e all’impegno dell’amministrazione”. (AGI)
