Per il mantenimento dell’ospedale di Ribera i sindaci pronti a rivolgersi alla Corte europea dei diritti umani

I sindaci del distretto sanitario di Ribera, una dozzina di comuni, si potrebbero rivolgere alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, a Bruxelles, per chiedere il mantenimento del pronto soccorso e dell’ospedale di zona allo scopo di garantire il diritto alla salute di una popolazione di oltre 50 mila abitanti, il 12 % della popolazione agrigentina, che si trova in un’area interna fortemente disagiata, per l’assistenza ospedaliera, dalla mancanza di infrastrutture sanitarie e dalla pericolosa viabilità.

Ad avanzare provocatoriamente la proposta è stata la sindaca di Alessandria della Rocca Giovanna Bubello nel corso della conferenza dei sindaci che si è svolta ieri mattina al palazzo comunale riberese, organizzata dall’amministrazione comunale e proposta dal movimento locale di 5 Stelle. I comuni delle Terre Sicane interessati a mantenere, migliorare e rivisitare la rete ospedaliera regionale sono: Alessandria della Rocca, Bivona, Cianciana, San Biagio Platani, Santo Stefano Quisquina, Burgio, Calamonaci, Cattolica Eraclea, Lucca Sicula, Montallegro, Ribera e Villafranca Sicula.

Tra le rivendicazioni avanzate figurano il mantenimento del pronto soccorso ospedaliero che verrebbe chiuso a dicembre 2020 per fare posto ad un pte ossia ad una guardia medica, il secondo incontro a febbraio presso la VI Commissione Salute dell’Ars, una deroga al decreto Balducci per rete ospedaliera e pronto soccorso per aree montane, l’invito a tutti i sindaci a fare squadra per mantenere l’ospedale chiedendo subito all’assessore alla Salute Razza di venire sul territorio e alla Regione e all’Asp il mantenimento dei servizi oggi offerti dall’ospedale con adeguato personale medico, infermieristico ed attrezzature scientifiche.

Sono intervenuti nel dibattito i sindaci Pace, Bubello, Martorana, Balsamo, Borsellino, gli operatori sanitari Russo, Rossello, Alfano ed i cittadini Li Voti, Romano e Mascarella. Erano presenti tra gli altri sindaci ed amministratori comunali dei paesi del comprensorio. Un documento unitario sarà inviato a tutte le istituzioni da Roma a Palermo ad Agrigento.

Enzo Minio