Migranti, Mediterranea: nave ferma per conflitto tra organi dello Stato

“Abbiamo avuto due organismi dello Stato, che in contrapposizione tra loro, uno -la Guardia costiera- ci ha dato l’indicazione del punto di fonda per l’ingresso nelle acque territoriali, e l’altro -la Guardia di finanza- ha eseguito il sequestro amministrativo e la sanzione amministrativa di 300 mila euro per essere entrati”. Tutto questo avviene dopo che i migranti recuperati in mare erano gia’ stati trasferiti a terra. Da quel primo settembre 2019, la “Mare Ionio”, nave di salvataggio della Ong Mediterranea, e’ sotto sequestro a Lampedusa, riassume l’armatore triestino Alessandro Metz, gia’ consigliere regionale dei Verdi del Friuli Venezia Giulia. “Qualunque dei tre ministri -dei Trasporti, dell’Interno o della Difesa- con una firma sola potrebbe dissequestrare la ‘Mare Ionio’- continua Mez-. Perche’ in regime di autotutela, e’ evidente che il temporaneo rappresentante dello Stato si assume anche la responsabilita’ dei danni che questo produce. Noi siamo fermi la’, all’assenza della decisione politica di dissequestrare”. Per l’armatore infatti e’ stata politica la decisione del prefetto di Agrigento di sequestrare la nave, “oppure e’ materia di tribunali, che in questo momento stanno prendendo i loro tempi, dopo che noi abbiamo fatto tutti i ricorsi e le procedure necessarie. Quindi- conclude Metz- nell’ignavia della politica, da piu’ di tre mesi siamo in attesa dei tribunali e della magistratura”. (Dire)