Giornalisti, Fava: “Preoccupati per effetti sentenza Giacalone”

“Abbiamo ritenuto che l’Ars fosse cornice istituzionale piu’ appropriata per esprimere qualche preoccupazione sugli effetti che alcune sentenze possono produrre sulla professione giornalistica come quella subita da Rino Giacalone per la condanna di diffamazione nei confronti del boss Mariano Agate. Sono preoccupato perche’ e’ una sentenza che decontestualizza i fatti”. Lo ha detto il presidente della commissione antimafia dell’Ars, Claudio Fava, incontrando i giornalisti assieme a Beppe Giulietti, presidente della Federazione nazionale della Stampa Italiana. Il caso e’ quello del giornalista trapanese Rino Giacalone, condannato il 13 gennaio scorso, dalla Corte di appello di Palermo, a una multa di 600 euro per diffamazione aggravata nei confronti del boss Mariano Agate, definito “pezzo di merda”. Il pg aveva chiesto la condanna a 4 mesi di reclusione. I familiari del boss hanno querelato il giornalista che in primo grado nel 2017 era stato assolto. Ma dopo un ricorso ‘per saltum’ del pubblico ministero Franco Belvisi, la Cassazione aveva annullato la sentenza e disposto un nuovo processo che ora si e’ concluso con la condanna di Giacalone condannato anche a risarcire con 500 euro ciascuno dei familiari di Agate.

Prosegue Fava: “Non amo commentare le sentenze. Ma Rino Giacalone e’ uno dei pochi giornalisti che a Trapani, quando si usava obbedir tacendo, ha scritto di mafia e degli innominabili amici dei mafiosi, dei notabili e dei punti di incontro tra gli interessi politico-mafiosi-imprenditoriali-massonici. Mariano Agate – ha aggiunto Fava – era onorevole membro massonico, faceva parte della commissione guidata da Salvatore Riina. Quella e’ una sentenza che propone elementi di preoccupazione. Perche’ sulla battuta di Impastato ‘la mafia e’ una montagna di merda – ormai entrata nel linguaggio comune – noi non ci ricordiamo di una azione civile da parte della commissione di cosa nostra nei confronti di Impastato ma ci ricordiamo la reazione e come e’ finita”. (AGI)