Turismo: 5 milioni presenze cinesi Italia, Agrigento tra le mete preferite

Il 2020 sarebbe dovuto essere, per tutti gli operatori turistici, l’anno della Cina in Italia. L’epidemia del corona virus potrebbe cambiare le cose, ma, in ogni caso, gli ultimi dati Enit evidenziano la preferenza dei cinesi per il nostro Paese. Con oltre 3 milioni di arrivi e 5 milioni di presenze, sottolinea l’Agenzia nazionale del turismo, l’Italia rappresenta la meta preferita dei visitatori cinesi e primeggia in Europa superando Francia, Germania e Spagna. Nel 2019 le prenotazioni sono aumentate di oltre il 20% con una spesa di 650 milioni di euro.

I cinesi amano il Mezzogiorno, con le loro preferenze che li portano a Pompei, Amalfi e la valle dei Templi di Agrigento. Al di la’ di Shanghai e Pechino, si consolidano come aree di partenza quelle di Guangzhou e Chengdu. C’e’ una particolare preferenza da parte di viaggiatori di genere femminile tra i 25 ai 34 anni che scelgono l’Italia nei mesi di febbraio, luglio e ottobre e amano regioni come Lazio, Veneto, Toscana, Lombardia, Emilia Romagna e Campania. Le citta’ preferite sono Milano, Roma, Firenze e Venezia. In media, negli ultimi 10 anni, i turisti cinesi sono aumentati del 17% l’anno. E nel 2020, la Cina – virus permettendo – sara’ il Paese che potra’ vantare piu’ turisti in giro per il mondo. Nonostante i grandi numeri, le potenzialita’ sono ancora maggiori: basti pensare che meno del 15% dei cinesi possiede il passaporto, e meno del 10% viaggia all’estero.

Lo scorso anno, evidenzia sempre Enit, gli arrivi in Italia dalla Cina hanno registrato un saldo provvisorio gennaio-novembre del +16% per soggiorni che vanno dalle 9 alle 13 notti. I visitatori cinesi in Italia hanno mosso oltre 650 milioni di euro con un incremento del 40,8%. Ad essere preferite in termini di spesa la Lombardia (174,3 milioni di Euro), il Lazio (126,9 milioni di Euro), la Toscana (122,7 milioni di Euro), il Veneto (103,6 milioni di Euro) ed il Piemonte (47 milioni di Euro): tutte regioni che insieme rappresentano l’88,4% del totale speso dai cinesi in Italia. I viaggiatori provenienti dalla Cina dimostrano di amare il Bel Paese e destinano piu’ della meta’ dei loro investimenti in vacanze culturali in Italia: 353 milioni di euro, il 56,8% della spesa totale.

Prediligono la comodita’ degli alberghi che contano l’87,2% delle notti totali, anche se cresce la tendenza della vacanza “onlife” negli esercizi extra-alberghieri (+12,8% vs +4,1% degli alberghi). “Per quanto riguarda il 2019, l’83% degli operatori turistici cinesi contattati dal monitoraggio Enit dichiarano ottimi risultati indicando aumenti che variano dal +20% a oltre il 50% sul 2018. Le previsioni per il primo trimestre 2020 sono buone per l’84% dei tour operator cinesi interpellati. Alcuni di loro hanno riscontrato aumenti tra il +30% e il +50% rispetto al medesimo periodo del 2019” ha commentato recentemente il direttore esecutivo Enit Giovanni Bastianelli. (AGI)