Ati Agrigento, direttivo contesta commissariamento: ”Ingiustizia che offende il lavoro dei sindaci”

“Bisogna farla finita con la stagione dei commissari! Si tratta di scelte che calpestano e sospendono la democrazia rappresentata dalle istituzioni nel territorio”. Così il consiglio direttivo dell’Ati di Agrigento contesta la nomina di un commissario ad acta  disposta dal presidente della Regione Nello Musumeci. Provvedimento disposto “al fine di assicurare il pieno soddisfacimento degli adempimenti di legge e in particolare, la redazione/aggiornamento del Piano d’ambito, necessaria per il successivo affidamento del servizio ad un gestore unico, anche al fine di scongiurare la perdita dei finanziamenti nel settore del servizio idrico integrato per il periodo 2021-2027, per infrastrutture di primaria importanza per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica”.

Il consiglio direttivo, nel contestarlo, in una nota diffusa oggi alla stampa afferma: “In riferimento al decreto del Presidente della Regione con il quale, su proposta dell’assessore regionale per l’Energia e i Servizi di Pubblica Utilità, è stato nominato il Commissario ad Acta presso l’Ati di Agrigento con il compito di provvedere in via sostitutiva alla redazione e/o aggiornamento del Piano d’ambito ed all’avvio della procedura di affidamento del Servizio Idrico Integrato ad un gestore unico d’ambito, secondo le modalità deliberate dalla stessa Ati, spiace constatare come non sia stato tenuto in considerazione debitamente il lavoro svolto fin dalla data di insediamento degli organi dell’Atie soprattutto negli ultimi diciotto mesi. Non c’è stato certo immobilismo. Riteniamo veramente un’ingiustizia ed un’offesa al lavoro dei sindaci che si sono dedicati con passione ed abnegazione ai lavori dell’Ati. Un’offesa alla sana politica, ai tanti risultati raggiunti”. E qui vengono ricordati una serie di provvedimenti, tra i quali: la chiusura della liquidazione dell’Ato; la risoluzione per inadempimento della convenzione con Girgenti Acque Spa; la scelta della forma pubblica di gestione in house (Azienda Speciale Consortile) e la definizione dello Statuto per la gestione pubblica dell’acqua bene comune; la ricognizione delle risorse idriche dell’intero ambito finalizzata all’ottimizzazione dell’uso delle risorse disponibili; l’avvio delle procedure di aggiornamento del Piano d’Ambito, ed altri.

“Il tutto – si legge nella nota – in assenza di un’adeguata struttura organizzativa ed amministrativa dovuta alla carenza di risorse. Questo è immobilismo? Forse al governo ed alla burocrazia regionale tutto ciò disturba. Bisogna farla finita con la stagione dei commissari! Si tratta di scelte che calpestano e sospendono la democrazia rappresentata dalle istituzioni nel territorio. Questo non lo accettiamo. Il Consiglio Direttivo dell’Ati è pronto ad ogni azione di contrasto e di lotta, in tutte le sedi, in assenza di risposte immediate del Presidente della Regione sulla revoca del commissariamento”. La nota porta la firma del Presidente Francesca Valenti (Sindaco di Sciacca), del Vice Presidente Domenico Gueli (Sindaco di Santa Elisabetta), e dei componenti del Consiglio Direttivo: Margherita La Rocca Ruvolo (Sindaco di Montevago), Alfonso Provvidenza, sindaco di Grotte), Ettore Di Ventura (Sindaco di Canicattì), Milko Cinà(Sindaco di Bivona) Nello Hamel (Assessore Comune Agrigento).