“Premettendo che le sentenze non si commentano ma si accettano e si rispettano. Detto questo, rilevo che, prendendo per buono quello che sostiene la Corte di Cassazione in relazione allo speronamento di una motovedetta della Guardia di Finanza da parte della nave Ong capitana da Carola Rackete – ovvero che non si e’ trattato di forzare un blocco navale visto che non si trattava di una nave da guerra ma solo di una motovedetta della Guardia di Finanza – mi faccio una domanda: da adesso quando ci si trova in macchina davanti ad un posto di blocco della Gdf si e’ liberi di speronare l’auto della Gdf? Del resto non e’ mica un blocco dell’esercito …”. Cosi’ il vice presidente leghista del Senato, Roberto Calderoli, dopo la diffusione delle motivazioni della sentenza con cui la Cassazione sanci’ la legittimita’ della decisione del gip di Agrigento di non convalidare l’arresto della capitana della Sea Watch Carola Rackete. “Ripeto – prosegue Calderoli -, non contesto e non critico ma vorrei capire perche’ si tratta di un precedente che fa giurisprudenza. E, sempre in questa pronuncia, vorrei anche capire il concetto di pericolosita’ nello stare in mare, definito luogo non sicuro per una nave: allora vietiamo la pesca e le crociere perche’ sono situazioni di rischio? Oppure solo per la nave Ong della capitana Rackete il mare non e’ un luogo sicuro?”. (AGI)

