Da Lampedusa a uomo di fiducia del boss, Filippo Pucillo nel cast de ”Il cacciatore” su Rai2

C’è anche il giovane attore lampedusano Filippo Pucillo nel cast della nuova serie tv “Il cacciatore 2” che ha preso il via la scorsa settimana su Rai 2: veste i panni del mafioso Vincenzo Chiodo, uomo di fiducia di Giovanni Brusca, noto alle cronache per essere stato l’esecutore materiale dell’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, ucciso e sciolto in una vasca di acido nitrico l’11 gennaio 1996. Liberamente ispirata alla vera storia del magistrato Alfonso Sabella, originario di Bivona, già procuratore del pool antimafia di Palermo di Gian Carlo Caselli e assessore alla Legalità del comune di Roma, la serie narra le vicende di Saverio Barone, giovane magistrato che nei primi anni Novanta diventa il protagonista della “caccia” ai mafiosi nella stagione immediatamente successiva alle stragi di Capaci e Via D’Amelio in cui persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e gli agenti della scorta.

“Sono molto contento – dice Filippo Pucillo al Giornale di Sicilia – di aver avuto la possibilità di partecipare a questa nuova stagione de Il cacciatore, è stata per me un’esperienza importante dal punto di vista umano e professionale, mi ha consentito di conoscere nuovi attori e professionisti e spero di poter continuare il mio percorso artistico nel mondo del cinema e della televisione. Rivedermi sullo schermo mi fa sempre una certa emozione, non solo a me ma anche ai miei familiari, in particolare a mia mamma e a mio fratello Samuele. A mia madre, quando mi vede in tv, escono sempre le lacrime per la forte emozione. Mio fratello invece si diverte ad imitare le scene che faccio nei film”.

Diverse in questi anni le esperienze professionali cinematografiche e televisive per Filippo Pucillo. Nel 2002 l’esordio nel mondo del cinema, da bambino, del film “Respiro” per la regia di Emanuele Crialese che lo ha richiamato poi per recitare “Terraferma” (2006) e in “Nuovomondo” (2011). Nel frattempo Pucillo aveva partecipato al film “Piede di Dio” “Piede di Dio”, regia Luigi Sardiello nel 2009. Nel 2015 il giovane attore lampedusano è nel cast del film “In guerra per amore” di Pif e nel 2018 interpreta un ruolo nel film “Il mio corpo vi seppellirà” del regista Giovanni La Pàrola. In tv Pucillo ha partecipato nel 2015 al “Lampedusa”, regia di Marco Pontecorvo, su Rai 1 e nel 2017 nella serie “Il cacciatore”, per la regia di Davide Marengo e Stefano Lodovichi; l’esperienza prosegue ne “Il cacciatore 2” che ha preso il via la scorsa settimana su Rai 2.

“In questo caso – racconta Pucillo – ho interpretato il ruolo di un personaggio come Vincenzo Chiodo, un mafioso che si è macchiato di tanti delitti e che ha sciolto nell’acido il piccolo Giuseppe Di Matteo. Un delitto atroce, una storia terribile che va ricordata alle nuove generazioni e non va fatta cadere nel dimenticatoio affinché non accadano mai più fatti del genere. Spero che in un prossima occasione – aggiunge – possa essere chiamato anche ad interpretare un personaggio diverso, bravo, capace di trasmettere valori positivi, in ogni caso sono pronto ad accettare ogni sfida e a cimentarmi in qualsiasi ruolo”. Ufficialmente meccanico di professione, nel 1987 Vincenzo Chiodo riceve il “battesimo del fuoco” e diventa uomo d’onore della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, appartenente all’ala militare di Cosa nostra. Viene arrestato nel febbraio 1996 e inizia a collaborare con la giustizia; le sue dichiarazioni portano all’arresto di numerosi mafiosi. Condannato in via definitiva a 17 anni di carcere per l’omicidio del bambino, nel 2007 gli sono stati concessi gli arresti domiciliari; attualmente vive in una località segreta.

Questa seconda stagione del “Il cacciatore” è incentrata sulla sfida tra il giovane pm Saverio Barone (Francesco Montanari) e il boss Giovanni Brusca (Edoardo Pesce), capo di Cosa nostra erede di Totò Riina, l’uomo che si è occupato della detenzione di Giuseppe Di Matteo e che tiene segregato il bambino da qualche parte nel suo immenso territorio. Saverio Barone ha ricevuto dal pentito Tony Calvaruso (Paolo Briguglia) la posizione esatta del nascondiglio di Brusca e si sente ormai a un passo dall’arrestarlo e dal mantenere la promessa di riportare a casa quel bambino. Ma non tutto va come previsto. Per la cronaca, Giovanni Brusca detto ‘u verru, l’uomo che innescò le bomba della strage di Capaci e che per sua stessa ammissione ha sulla coscienza più di 150 altri delitti, fu arrestato il 20 maggio 1996 a Cannatello, tra Agrigento e Favara. Poi diventò collaboratore di giustizia. Successore del padre Bernardo nel mandamento di San Giuseppe Jato, divenne il numero uno dei Corleonesi, dopo l’arresto di Totò Riina, avvenuto nel gennaio 1993 e di Leoluca Bagarella, e con l’assenso di Bernardo Provenzano, fino al momento dell’arresto dopo anni di latitanza. La sua cattura, rievocata nella serie tv, fu preparata a lungo a partire dal ritrovamento di un’agenda con codici e numeri di telefono, a cui seguirono indagini serrate, intercettazioni e pedinamenti.