Nonostante l’impegno di diverse amministrazioni comunali, non sembra per niente semplice affidare i beni confiscati alla mafia nell’Agrigentino per il loro riutilizzo a fini sociali. A causa di criticità di varia natura, infatti, rimangono inutilizzati molti dei beni sottratti alla criminalità organizzata. Diversi i bandi pubblicati in questi anni da diversi Comuni o dal Consorzio agrigentino per la legalità e lo sviluppo che più volte sono andati deserti, difficile trovare chi disposto a gestirli. Come per esempio succede a Cattolica Eraclea. “Abbiamo già pubblicato il bando per l’affidamento di diversi immobili ma non ha partecipato nessuno”, ha detto al Giornale di Sicilia il sindaco Santo Borsellino. “Dopo l’approvazione del bilancio – ha spiegato il dirigente dell’Utc Francesco Campisi – ripubblicheremo il bando, ma non sembrano esserci speranze, finora non si è presentato nessuno neanche per chiedere informazioni”.
Sarà dunque riproposto fra qualche mese l’avviso pubblico per l’affidamento e la gestione in uso a titolo gratuito degli immobili confiscati alla mafia e facenti parti parte del patrimonio indisponibile del Comune di Cattolica Eraclea. Si tratta, in particolare, di un terreno e due fabbricati rurali in contrada Principotto; di un terreno e un fabbricato rurale in contrada Salina; di diversi appezzamenti e un fabbricato in contrada Bonura. Il bando sarà rivolto ad enti senza scopo di lucro; associazioni; comunità terapeutiche e centri di recupero; comunità anche giovanili; organizzazioni di volontariato, cooperative sociali; società cooperative di lavoratori dipendenti di azienda confiscata. I progetti dovranno riguardare almeno una delle seguenti aree d’intervento: giovani, anziani, minori, disabili, immigrati, senza fissa dimora, donne, dipendenze, responsabilità familiare, salute mentale, legalità, accesso al lavoro e comunque attività d’interesse socialmente rilevante.
Sono in tutto 15 i beni sottratti a Cosa nostra e destinati al comune di Cattolica Eraclea ma sono solo tre quelli già utilizzati a fini sociali o istituzionali come prevede la legge Rognoni-La Torre. Risulta utilizzato come deposito comunale un magazzino in via Gorizia. Uno degli appartamenti confiscati in via Enna è stato assegnato alla chiesa che lo usa come alloggio per il parroco e un altro è stato assegnato alle suore di Sant’Anna che, però, nei mesi scorsi hanno definitivamente lasciato il paese e quindi l’immobile è al momento libero.
