Infrastrutture, M5s: ”Nessun taglio di investimenti al sud”

“Accogliamo con favore le parole del ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, che questa mattina ha confermato che non verranno tagliate risorse per investimenti infrastrutturali, soprattutto nel Mezzogiorno, per fronteggiare le ripercussioni economiche del Covid-19. Il ministro lo ha detto chiaramente in Commissione Trasporti alla Camera, assicurando sostegno alle imprese e agli investimenti”. Così in una nota il vicepresidente della commissione Trasporti, Diego De Lorenzis, e il deputato Paolo Ficara, a margine dell’audizione dedicata all’esame dello schema di aggiornamento 2018-2019 del contratto di programma 2017-2021 di Rete ferroviaria italiana. “Purtroppo, nel settore ferroviario è ancora profondo il divario infrastrutturale tra Nord e Sud del Paese e per questo abbiamo convenuto con il ministro sulla necessità di continuare a investire sulle grandi direttrici di collegamento capaci di unire davvero il Paese, senza però trascurare il trasporto ferroviario locale. Se è vero che il Sud ha avuto meno risorse negli ultimi decenni, infatti, è anche vero che molte regioni non hanno creduto nel trasporto ferroviario.

Abbiamo perciò suggerito al ministro di avviare tavoli di confronto con le regioni del mezzogiorno, per individuare fin da subito programmi e progetti di investimento da attuare nei prossimi anni”, proseguono. “Siamo convinti che il rilancio del Sud voglia dire crescita e sviluppo dell’Italia intera”, concludono i deputati pentastellati. ”Ben venga dunque l’aumento di circa 15 miliardi dei fondi previsti dallo schema di aggiornamento 2018/2019 tra Ministero e Rfi, di cui circa il 50% sono destinati al Sud e in particolare alla Sicilia. Nonostante l’aumento però, l’ammontare complessivo delle risorse dell’attuale contratto 2017-2021 non è sufficiente ad assicurare la clausola del 34% di investimenti al Sud, perché la clausola va calcolata sulle sole risorse ordinarie, escludendo quelle aggiuntive. In questo modo dunque, non sarebbe garantita una distribuzione degli investimenti infrastrutturali in base ai fabbisogni esistenti. Per questo riteniamo sia fondamentale il Piano Sud 2030, da poco presentato, uno strumento che si rivelerà utile a consolidare l’inversione di rotta degli ultimi mesi”. (Pol/AdnKronos)