Coronavirus, Unsa a Bonafede: urgente sanificare carceri e strutture giudiziarie

“In confronto al ministro della Giustizia, Pilato era un dilettante. Lui almeno si lavò le mani, Bonafede invece di agire demanda ad altri. Ma noi non vogliamo nuovi martiri”. E’ il duro commento del segretario generale di Confsal Unsa, Massimo Battaglia, dopo il decreto che impone la sospensione di termini e udienze fino al prossimo 22 marzo. “La situazione è grave in tutta Italia, ci sono stati segnalati casi di sospetto contagio da Coronavirus in molti tribunali, dalla Lombardia al Lazio, dalla Campania alla Sicilia passando per la Puglia. Onestamente non comprendiamo il motivo di questo scaricabarile”, prosegue Battaglia.Il testo approvato non fornisce alcuna indicazione sull’urgenza e sulle modalità di sanificazione degli ambienti di lavoro, lasciando l’onere in capo ai responsabili degli uffici giudiziari. “Stiamo parlando di una priorità assoluta – commenta – I palazzi della giustizia non sono hotel a 5 stelle, ma luoghi ‘promiscui’ frequentati da chiunque”. Al di là delle misure organizzative studiate per evitare assembramenti e contatti, l’Unsa avanza una richiesta più urgente: “Il ministro Bonafede imponga, attraverso un atto amministrativo, l’immediata sanificazione di tutti i tribunali, degli istituti penitenziari, di quelli per minori e degli uffici Unep delle zone rosse e gialle ed, in via preventiva, di tutte quelle sedi dove già sono stati segnalati casi sospetti”. Conclude Battaglia: “Nel decreto approvato stanotte, il Ministro cita soltanto giudici e avvocati, dimenticandosi totalmente del suo personale e dei rischi che corre per garantire il corretto funzionamento della macchina della giustizia. Bonafede non ci costringa a presentare nuovi esposti, come a Milano, per ricordargli che esistiamo e per chiedere la sanificazione del Tribunale. La tutela della salute e dell’integrità dei lavoratori e degli utenti degli uffici pubblici spetta al governo e non può essere demandata al malcapitato di turno”. (AdnKronos)