Giochi d’azzardo, spesi nell’Agrigentino oltre 307mila euro nel 2019: i dati Comune per Comune

Ammontano complessivamente a 307.167.443 euro i soldi giocati nell’Agrigentino su rete fisica come per esempio Bingo, Lotto, gratta e vinci, scommesse sportive, lotterie istantanee, superenalotto e via dicendo. Sono questi i dati sul gioco legale in Italia relativi al 2019 diffusi dall’Agenzia delle dogane e dei Monopoli. Non sono calcolati i giochi online. In Sicilia i soldi giocati l’anno scorso, come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola sono in tutto 4.561.016.050, così suddivisi: in provincia di Palermo 1.208.765.613 euro e in quella di Catania 1.015.083.996; in provincia di Ragusa 330.281.251 euro, in quella di Siracusa 168.554.933 euro e in quella di Caltanissetta 231.391.433; in provincia di 355.370.215 euro, in quella di Messina 639.417.922 euro e in quella di Enna 16.217.004 euro.

A livello nazionale, nel 2019 gli italiani hanno giocato d’azzardo oltre 110 miliardi di euro: + 3,5% rispetto all’anno precedente. Se si considera la popolazione maggiorenne, si tratta di 2.180 euro a testa. Il consumo pro-capite di gioco d’azzardo legale, calcolato sui giochi presenti sulla rete fisica (escluso dunque l’online) e tenendo conto della popolazione maggiorenne residente, in Sicilia è pari 1.098 euro. Rispetto al 2018 i dati sono in calo su tutte le regioni ad eccezione della Sicilia che segna un +0,2%. Continua a crescere anche la raccolta del gioco online a distanza: nel 2019, in tutta Italia, è stata pari a 36,4 miliardi di euro (+16% rispetto al 2018), un terzo delle giocate complessive in Italia: la media nazionale è di 717 euro.

Ecco, nel dettaglio, i dati relativi a i 43 comuni della provincia di Agrigento. Nella città dei templi la raccolta complessiva è di 59.055.177 euro; ad Alessandria della Rocca 1.021.283 euro; ad Aragona 6.573.544 euro; a Bivona 1.554.223 euro; a Burgio 2.274.219 euro; a Calamonaci 314.234 euro; a Caltabellotta 1.902.764 euro; a Camastra 1.026.950 euro; Cammarata 3.268.407 euro. A Campobello di Licata 3.711.602 euro; a Canicattì 35.856.703 euro; a Casteltermini 5.228.183 euro; a Castrofilippo 2.037.526 euro; a Cattolica Eraclea 1.833.085 euro; a Cianciana 1.489.109 euro; a Comitini 120.205 euro; a Favara 22.763.745 euro; a Grotte 2.273.201 euro; a Joppolo Giancaxio 568.587 euro; a Lampedusa e Linosa 9.961.391 euro. A Licata 23.978.256 euro; a Lucca Sicula 1.013.061 euro; a Menfi 8.463.848; a Montallegro 1.490.059 euro; a Montevago 1.968.257 euro; a Naro 1.829.271 euro; a Palma di Montechiaro 8.732.677; a Porto Empedocle 14.581.951 euro; a Racalmuto 3.756.404 euro; a Raffadali 5.306.410 euro; a Ravanusa 2.963.706 euro; a Realmonte 2.274.062 euro; a Ribera 10.595.746 euro; a Sambuca di Sicilia 3.179.856 euro; a San Biagio Platani 1.459.220 euro. A San Giovanni Gemini 7.596.432 euro; a Sant’Angelo Muxaro 677.133 euro; a Santa Elisabetta 991.306; a Santa Margherita Belìce 5.850.009 euro; a Santo Stefano Quisquina 3.155.375 euro; a Sciacca 30.751.866 euro; a Siculiana 2.678.066 euro; a Villafranca Sicula 1.040.315 euro.

“E’ una vera emergenza – ha dichiarato la presidente della commissione Salute dell’Ars Margherita La Rocca Ruvolo – che sta rovinando molte persone soprattutto in Sicilia, dove purtroppo i soldi giocati sono in continuo aumento e anche in controtendenza rispetto al resto d’Italia, come emerge dai dati aggiornati al 2019. “E’ un dramma – aggiunge – per le persone che si ammalano e per le loro famiglie ed è anche un grave problema sociale che ha ricadute significative sui costi del servizio sanitario. Diversi i sindaci che nell’Agrigentino sono intervenuti con diverse ordinanze per limitare gli orari in cui si può giocare nei locali pubblici ma evidentemente questo non basta, servono strumenti più efficienti e misure più restrittive. Il mio auspicio è che venga approvato in commissione Bilancio dell’Ars e che approdi al più presto in Aula per l’approvazione definitiva il disegno di legge sul contrasto al gioco d’azzardo patologico già approvato l’anno scorso a marzo in commissione Salute dopo un approfondito esame che ha coinvolto tutte le parti interessate. Probabilmente i forti interessi che ruotano attorno a questo settore stanno contribuendo in qualche modo a rallentare l’iter del ddl che ha l’obiettivo di tutelare la salute delle persone, tra le misure previste anche nuovi poteri regolamentari ai sindaci in modo che possano intervenire per frenare la proliferazione delle sale da gioco con regolamenti e prescrizioni restrittive”.