Da Sciacca a Ribera cominciano a fioccare le denunce a carico di gente trovata fuori casa da polizia e carabinieri. I controlli – come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola – si fanno sempre più stringenti e ieri a Sciacca alcuni posti di blocco sono stati eseguiti anche in centro, dalla piazza Saverio Friscia al viale delle Terme. Tutto questo mentre aumenta anche la preoccupazione in una provincia che ha visto in un giorno l’aumento di cinque casi e nella quale i primi undici sono stati rilevati, nei giorni scorsi, al Giovanni Paolo II di Sciacca. A Sciacca il titolare di un bar non ha rispettato l’orario di chiusura imposto ed è stato sanzionato dalla polizia. La misura scattata a Sciacca è soltanto una tra le prime comminate ieri in provincia in seguito ai controlli delle forze dell’ordine.
La polizia municipale nella giornata di ieri ha proceduto a Sciacca a controlli per verificare il rispetto del decreto anti corona virus. Sono state controllate le attività commerciali che dovevano sospendere l’attività, nessuna irregolarità. Gli automobilisti controllati sono 26. Sono state riscontrate 2 sanzioni amministrative al codice della strada, un soggetto sprovvisto di autocertificazione e senza motivazione per uscire di casa sarà segnalato alla competente autorità giudiziaria. Ieri nelle chiese di Sciacca, alle 12 e alle 18, sono state suonate le campane. L’iniziativa è stata del clero locale. «Un modo – dice l’arciprete della città, don Giuseppe Marciante – per rimanere vicini anche ci troviamo distanti». Il sindaco di Ribera, Carmelo Pace, ha chiesto all’Asp il potenziamento del Fratelli Parlapiano, struttura nella quale «ci sono tutti i requisiti – afferma – per avere un reparto di terapia intensiva a pressione negativa in quanto è già esistente un ex blocco operatorio con impiantistica di aereazione a filtri laminari e assoluti e di gas medicali riattivabile in breve tempo».
