Coronavirus: ”Sono uscito perché non ne posso più di mia moglie”, tra le scuse dei denunciati nel Nisseno

Da chi doveva andare a trovare la nonna all’anziano che si era vestito di tutto punto per andare a raccogliere le verdure selvatiche. Le scuse, vere o non vere, dei nisseni denunciati dalle forze dell’ordine per giustificarsi di fronte a carabinieri e poliziotti sono tra le più varie, e alcune di loro veramente curiose. «Mia moglie mi ha detto che dovevo andare a comprare le mozzarelle», ha detto un tizio – come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola – trovato a spasso privo dell’autocertificazione, e ancora «Dobbiamo andare al pronto soccorso per vedere se ci danno le mascherine».

C’è poi chi non rinuncia alla passione per gli animali: «Devo andare a dar da mangiare al gatto randagio», ha detto un tizio agli agenti. Tra chi viene sorpreso fuori c’è chi esce per troppo amore, come nel caso di un ragazzo che aveva nostalgia della fidanzata e doveva andare a trovarla e chi invece della moglie non ne può proprio più e quindi esce da casa per andare a cenare fuori seppure in maniera fortunosa essendo, come è noto, chiusi i ristoranti. C’è poi chi, allargando le braccia ammette: «Sono stufo di restare a casa, con questo coronavirus si sta esagerando», e queste sono proprio le giustificazioni della maggior parte dei fermati. Tanti gli anziani indisciplinati che ridendo dicono che del coronavirus non gliene importa proprio un tubo. E infine c’è chi pensa a far festa: un gruppo di tre ragazzini che tornavano da una festa di compleanno o due amici sorpresi in macchina mentre stavano facendo un giro per passare un po’ di tempo insieme, o infine, padre e figlio che hanno riferito di andare a mangiare qualcosa fuori. Ieri le forze dell’ordine hanno denunciato altre 38 persone che vanno ad aggiungersi alle 287 denunciate dall’inizio dei controlli.