Coronavirus, la vita nei paesi dell’Agrigentino ai tempi dell’epidemia: parlano i sindaci

Momenti di grande apprensione e sentimenti di speranza per i sindaci dell’Agrigentino in prima linea, insieme alle forze dell’ordine, per far rispettare le norme per il contenimento del contagio da Coronavirus e per tranquillizzare i propri concittadini spesso allarmati da fake news diffuse a iosa sui social. “È un momento che ha del surreale, mai avrei immaginato di dovermi occupare di un’emergenza di tale portata”, dice al Giornale di Sicilia il sindaco di Santo Stefano Quisquina Francesco Cacciatore. “Le giornate – racconta – sono dedicate con assoluto senso di responsabilità alla verifica e alla continuità dei decreti statali o alle ordinanze regionali che si susseguono nel giro di poche ore, spesso in contrasto fra loro o da approfondire da un punto di vista giuridico e amministrativo. Ho risposto al mio cellulare a centinaia di telefonate in un solo giorno. Gli stefanesi hanno dimostrato grande sensibilità e solidarietà, è nel loro dna.

Un paese intero con le luci del telefonino ha illuminato la chiesetta di Monte San Calogero con il tricolore e in filodiffusione sulle note di Viva l’Italia di De Gregori, abbiamo sentito forte il senso di comunità e appartenenza, l’iniziativa è stata promossa Giuseppe Nicoletta. Va il plauso alle aziende agricole in possesso di trattori con atomizzatore che non si sono sottratti per la sanificazione del paese. O alle tante donne che volontariamente hanno realizzato mascherine distribuite in casi di assoluta emergenza in attesa spasmodica della consegna di quelle acquistate dal Comune. E come non citare consiglieri comunali a disposizione per rispondere alle esigenze di anziani o persone sole o ammalate; medicine e spesa consegnate a domicilio”.

“Sto vivendo questo momento con grande preoccupazione, la notte non si dorme più la giornata passa al lavoro in Comune e al telefono con i cittadini per rassicurarli”, racconta il sindaco di Bivona Milko Cinà. “Insieme ai carabinieri, ai vigili urbani e all’Asp lavoriamo in stretta sinergia, Bivona in questa situazione terribile si sta mostrando una comunità matura e generosa. L’iniziativa Bivona aiuta Bivona sta registrando numerose adesioni: ci sono sarte che hanno prodotto ad oggi già più di 600 mascherine, agricoltori che hanno messo a disposizioni i loro macchinari e le loro attrezzature per la sanificazione periodica delle strade, cittadini che fanno da supporto psicologico telefonico. L’istituzione dei Servizi Sociali che effettua il servizio della spesa e dei farmaci a domicilio per le persone sole e in difficoltà, il farmacista che produce e regala gel disinfettante per le mani, il dentista e il fabbro che regalano mascherine, questa è Bivona”.

“Vivo quest’emergenza con sentimento di apprensione e di speranza: la prima perché trattasi di un nemico biologico e come tale imprevedibile, la seconda con l’auspicio che nessuno abbia introdotto il virus nella nostra comunità”, racconta Carmelo Panepinto sindaco di San Giovanni Gemini. “Mi sto impegnando soprattutto perché i miei concittadini siano tutti presenti dopo l’epidemia. La comunità, considerato che siamo ancora all’inizio, vuole essere rassicurata e chiede protezione. Le associazioni di volontariato da noi sono sempre molto attive e quindi stanno collaborando per particolari situazioni di indigenza”. “C’è grande attenzione e preoccupazione considerato che il contagio nella nostra provincia è iniziato dal nostro ospedale di riferimento”, dice il sindaco di Sambuca di Sicilia Leo Ciaccio. “L’attività amministrativa si sta concentrando solo sull’emergenza Covid-19.

I cittadini che collaborano e stanno a casa pretendono che anche gli altri lo facciano e chiedono il rispetto selle regole. Mi contattano in tutti i modi per comunicarmi che si stanno spostando, che sono senza mascherine. Una signora che vive in Germania mi ha contattato su Messenger chiedendomi aiuto perché l’anziana mamma non rispondeva al telefono, ho chiamato i vigili e insieme siamo andati a trovare la signora: stava bene, aveva il telefono di casa rotto, le ho fatto la foto e l’ho inviata alla figlia in Germania, tutto questo nel giro di cinque minuti, la figlia si è commossa, la mamma l’ha chiamata col telefonino. Abbiamo attivato il servizio di Solidarietà Cittadina con un numero dedicato, al servizio collaborano i volontari della Protezione Civile per la consegna a casa dei beni di prima necessità agli anziani e disabili. Il problema più grosso è l’assenza di mascherine, la Protezione Civile regionale ci ha inviato cento ‘tovaglioli’, non si sa con quale materiale siano state costruite, inutilizzabili. Le bufale girano sui social ed è difficile controllarle, l’unico modo per tranquillizzare i cittadini è essere sempre presente e disponibili rispondendo a tutti e rassicurare”.

“Momenti di preoccupazione e ansia. La mia attività amministrativa non è cambiata ma ci sono più responsabilità visto il triste periodo. Le richieste che mi arrivano sono perlopiù di protezione e salvaguardia”, racconta il sindaco di Cattolica Eraclea Santo Borsellino. “Abbiamo avviato il servizio per la spesa per i farmaci a domicilio. Contro le fake news che possono generare allarmi si cerca di tranquillizzare i cittadini con i social e stando più presenti sul territorio”. “Sento su di me – dice il sindaco di Siculiana Leonardo Lauricella – il peso della responsabilità per questa grave emergenza, ciò mi porta ad impegnarmi quotidianamente e con determinazione nella consapevolezza che insieme riusciremo a venirne fuori. Particolarmente preziosa l’attività dei componenti della Protezione Civile comunale impegnati quotidianamente a sostegno di coloro che arrivano in paese provenienti da altre regioni d’Italia. Ringrazio gli agricoltori che hanno messo a disposizione i propri mezzi, a titolo gratuito, per provvedere alla sanificazione delle strade del paese”.

“Sto lavorando notte e giorno insieme ai miei uffici e ai miei consulenti per affrontare al meglio la situazione che ci impone nello stesso tempo calma ma anche tanta prudenza. In questi giorni – dice il sindaco di Naro Maria Grazia Brandara – ho scritto tante lettere alle istituzioni, una in particolare: quella in cui chiedevo al governo regionale che fosse eseguito il tampone rinofaringeo a tutti quelli che si trovano in quarantena fiduciaria e questo obiettivo è stato raggiunto. Anche io mi sono adattata allo smart working. Lavoro da casa, grazie alla tecnologia riesco a stare, oserei dire, ancora di più vicina alla cittadinanza che risponde bene alle richieste e alle norme comportamentali messe in campo. La cosa più difficile è convincere la gente a stare a casa. C’è qualcuno che continua a fare il furbo non capendo che sta giocando con la vita propria e degli altri. Queste persone devono rispettare le regole e devono capire che se si va a trovare un proprio parente si rischia il contagio. Non lo si potrà assistere, morirà da solo e non potrà vederlo neanche da morto. Ogni giorno ricevo chiamate e tantissimi messaggi e passo almeno 8 ore al giorno al telefono. Chi vuole essere rassicurato, chi vuole sapere se si può uscire per pagare le tasse, chi vuole solamente una parola di conforto. Ho ricevuto una telefonata anche di una signora di 100 anni che voleva semplicemente essere tranquillizzata e aggiornata con parole semplici sulla situazione in corso. Fin da subito abbiamo attivato un servizio di avviso telefonico per la cittadinanza, soprattutto per i nostri anziani. Ogni giorno registro un messaggio e lo invio a migliaia di telefoni in modo da comunicare tutto quello che stiamo facendo. Oltre al servizio di avviso telefonico abbiamo attivato un servizio di avviso su WhatsApp e uno su Telegram e abbiamo raggiunto già oltre 2.000 iscritti. Su Facebook e Instagram oltre al sito ufficiale del Comune aggiorniamo la cittadinanza di qualsiasi iniziativa, a Naro è praticamente impossibile mettere in giro delle fake news”.