La didattica a distanza nei giorni dell’emergenza Coronavirus nell’Agrigentino. Come si stanno trovando studenti e insegnanti con le lezioni e i compiti in via telematica? Ne parliamo con il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo ‘Garibaldi’ di Realmonte e Siculiana Graziella Fazzi. “La didattica – racconta – sta procedendo con una certa regolarità, grazie anche all’uso di alcune piattaforme digitali già sperimentate e utilizzate in affiancamento alla didattica tradizionale. L’esperienza della flipped classroom ha fatto sì che la gran parte degli alunni e degli insegnanti avessero dimestichezza con la didattica attraverso l’uso degli strumenti informatici. Inoltre negli ultimi anni quasi tutti i docenti sono stati formati all’uso delle tecnologie a scopo didattico. La nostra scuola ha un’utenza di livello medio- basso dal punto di vista economico e questo ha determinato la mancanza, in alcune famiglie, di dispositivi idonei.
Negli ultimi anni la maggior parte delle famiglie, e quindi dei nostri ragazzi, non ha provveduto all’acquisto di pc e ad avere una connessione veloce in casa, affidandosi più semplicemente agli smartphone e a connessioni con offerte periodiche. I docenti, pertanto, stanno utilizzando ogni sorta di strumento per mantenere il contatto con gli alunni e le loro famiglie e per non interrompere quel necessario dialogo educativo e formativo. Gli alunni hanno risposto in modo positivo a tutte le sollecitazioni proposte dai docenti e le famiglie si sono mostrate collaborative. Non abbiamo potuto fornire dispositivi in comodato perché non ne siamo in possesso. Ma il problema più grosso nasce dall’insufficienza e dalla lentezza della rete. Utilizziamo diverse piattaforme non disdegnando, quando necessario, l’uso di WhatsApp o addirittura del contatto telefonico. Abbiamo sempre considerato la nostra scuola una vera comunità dove ognuno ha un compito preciso da portare avanti: bidelli, docenti, alunni, famiglie, assistenti, ognuno con un ruolo importante e necessario per u a crescita comune. In questo momento ancor di più ci sentiamo comunità che cammina insieme in un’esperienza difficile ma piena di speranza. Usciremo da questo momento pieni di nuove idee, di nuovi spunti di riflessione, di nuova voglia di sapere e di fare. Stiamo imparando gli uni dagli altri e questo ci renderà ‘gente nuova’, una vera Scuola”.
