Pizzaioli ai tempi del Coronavirus nell’Agrigentino: ”Garantiamo un servizio essenziale alla collettività”

Pizzaioli ai tempi del Coronavirus nell’Agrigentino: nonostante le pizzerie siano chiuse al pubblico e il comprensibile e drastico calo degli incassi, in tanti continuano a lavorare per garantire ai loro clienti il servizio a domicilio rispettando, ovviamente, le misure anti contagio previste dal governo per il contenimento del Coronavirus. “Purtroppo, noi che siamo rimasti aperti – racconta al Giornale di Sicilia il pizzaiolo Andrea Giannone di Cianciana – facciamo fatica a sostenere le spese con gli esigui incassi, ma almeno riusciamo a garantire un servizio alla nostra clientela costretta a rimanere a casa, soprattutto agli anziani e alle famiglie con disabili. Anche se per il momento, come ha comunicato l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, non ci sono prove che il cibo sia fonte o veicolo di trasmissione del Coronavirus, noi prendiamo tutte le precauzioni possibili. Operiamo – sottolinea – nel massimo rispetto delle regole e a garanzia della salute dei nostri clienti e di tutta la collettività, ci atteniamo alle precauzioni da prendere all’interno della pizzeria per effettuare il servizio di consegna a domicilio elaborato dalla nostra associazione in occasione dell’emergenza sanitaria. Al momento vorremmo garantire il servizio attuale e migliorarlo per quanto possibile, restiamo in attesa di capire come si evolverà la situazione che, sinceramente, ci sembra molto preoccupante”.

“Il servizio all’interno della nostra pizzeria – spiega il pizzaiolo Gianluca Graci di Licata – viene organizzato in modo tale da assicurare l’ottimizzazione del lavoro e l’igiene nella preparazione e nel confezionamento delle pizze. Ci laviamo bene e spesso le mani, durante tutto il ciclo di preparazione separiamo le varie tipologie merceologiche delle materie prime e prodotti a temperatura controllata. Dividiamo il circuito pulito da quello sporco e ottimizziamo gli spazi a disposizione. Grande attenzione – aggiunge – viene riservata anche alle attività del personale incaricato per le consegne a domicilio: deve seguire il percorso più breve, evitare fermate non necessarie e contatti con altre  persone e attenersi alla distanza raccomandata di oltre un metro, dunque non scambiando strette di mano o intrattenendosi in discussioni non attinenti alla consegna. Al momento della consegna deve evitare di introdursi nelle abitazioni e di entrare in contatto stretto con il cliente, e deve evitare il più possibile il contatto con le superfici esterne durante la consegna. Inoltre, avvisiamo il destinatario della consegna sempre prima di partire, comunichiamo al telefono  l’importo da pagare per predisporre il pagamento da parte del cliente, favoriamo le forme di pagamento elettronico. Visto che dovremo ancora convivere con le norme di contenimento del virus, probabilmente effettueremo degli accorgimenti nell’organizzazione del lavoro: allargare la gamma delle preparazione di pizze con altri prodotti della gastronomia di asporto, come le pizze a taglio, la rosticceria in genere e avere un menù online in modo che i nostri clienti possono direttamente consultarlo e ordinare su internet”.

“La consegna dei pasti a domicilio effettuata dalle attività dei servizi di ristorazione in questo periodo particolare  è un servizio essenziale reso alla collettività – sottolinea il presidente della Cifa Unione Pizzaioli Italiani Stefano Catalano – che contribuisce a limitare al minimo gli spostamenti delle persone che sono costrette di restare a casa, in special modo le persone anziane e famiglie con disabili, le più colpite da emergenza Coronavirus. I clienti non devono avere nessun pregiudizio a consumare le nostre pizze nelle loro pizzerie di fiducia o nelle pizzerie che sono rimaste aperte in questo periodo. In sostanza, nelle cucine e nei laboratori basta seguire le normali regole di igiene e sicurezza per la prevenzione delle infezioni trasmissibili con gli alimenti, la cottura, assicura la completa distruzione del virus Covid -19. L’Organizzazione mondiale della sanità ha informa che i Coronavirus sono sensibili alle normali condizioni di cottura e sono inattivati a 70°C.  Vorrei dire a tutta la clientela – aggiunge Catalano – che a causa degli eventi inaspettati attuali che ci portano a convivere con il necessario contenimento del contagio per il futuro non si riuscirà a soddisfare  tutte le consegne a domicilio in orari abbastanza ristretti, vale a dire che ordinando  tutti per avere consegnate le pizze per la stessa ora le pizzerie non riusciranno a rispettare i tempi di consegna causando disagi e incomprensioni, pertanto preghiamo di anticipare con largo spazio di tempo gli ordini. Le nostre pizze, anche se consegnate in anticipo, si possono benissimo riscaldare attraverso una padella antiaderente o al forno  e consumate calde migliorando la bontà delle stesse. L’impegno della nostra associazione nei confronti delle pizzerie della provincia di Agrigento e di tutta la Sicilia – conclude – è quello di supportarle negli adempimenti e cambiamenti che il futuro prossimo ci chiamerà ad affrontare per il contenimento del contagio del virus Covid-19”.