Favara, una panchina rossa per ricordare Lorena Quaranta

L’uccisione della giovane aspirante medico Lorena Quaranta da parte del fidanzato di origine calabresi ha gettato nello più atroce sconforto la sua famiglia ma anche la comunità favarese che ha espresso i suoi sentimenti di cordoglio tappezzando i balconi delle abitazioni da lenzuoli bianchi nel giorno in cui si sono celebrate le esequie nella cappella del cimitero di Piana Traversa alla presenza di pochi intimi in rispetto delle limitazioni previste dalle disposizioni governative tendenti a evitare l’espandersi del coronavirus. Tante le manifestazioni di affetto da parte di semplici cittadini e associazioni. Tra queste, come riporta il Giornale di Sicilia, l’università della terza età «Empedocle» che ha proposto all’amministrazione comunale di collocare una «panchina rossa» in piazza Cavour a ricordo e memoria del martirio della sfortunata ragazza prossima a concludere il percorso universitario all’ateneo di Messina.

L’Unitre Empedocle, oltre a condannare apertamente l’uccisione di Lorena Quaranta, si unisce al grido di dolore di tutte le donne che hanno subito violenze, a volte irreparabili, invitandole a denunciare i loro fidanzati, i loro compagni o i loro mariti nel momento in cui si rendono conto che qualcosa si è interrotto nel loro rapporto e che, pertanto, possono essere oggetto di maltrattamenti improvvisi più o meno gravi. «È impensabile – scrive il presidente Diego Caramazza -che ancora nel 2020 si possa uccidere per gelosia, si possa morire così giovane all’alba della vita, possano esistere uomini che, convinti di potere esercitare il ‘diritto di possesso’, si trasformino in autentici, crudeli e malvagi assassini». L’Unitre «Empedocle», volendo lasciare un ricordo sempre vivo, ha chiesto l’autorizzazione al sindaco di Favara Anna Alba di poter collocare una “panchina rossa” nella piazza principale della città dedicandola a Lorena Quaranta e su cui applicare una targa riportante la più ferma condanna contro ogni tipo di violenza sulle donne a prescindere dalla loro razza e dal loro colore. «Il sindaco – riferisce il presidente dell’associazione – con grande sensibilità ha accolto la nostra proposta che nel più beve tempo possibile metteremo in pratica».