Mafia, il boss Giuseppe Falsone chiede l’annullamento del 41bis

Dopo avere ottenuto, nei giorni scorsi, di non dovere scontare un ulteriore periodo di isolamento in cella, il boss Giuseppe Falsone prova a farsi revocare, dopo dieci anni ininterrotti, il regime del carcere duro. Come riporta il Giornale di Sicilia, ‘udienza, al tribunale di sorveglianza di Roma, dove sarà discussa l’istanza del suo difensore, l’avvocato Angela Porcello, è in programma il 21 maggio. La Procura ha prodotto gli atti delle inchieste antimafia Halycon e Assedio che proverebbero – anche per via del coinvolgimento del cugino Giuseppe Puleri – un unico filo conduttore e, quindi, l’astratta possibilità che possa continuare ad avere contatti con l’esterno. La difesa, invece, si oppone e chiede la revoca del regime carcerario che prevede ulteriori restrizioni nei contatti con l’esterno e della socialità all’interno del carcere. Il prossimo mese il procedimento dovrebbe concludersi. Nelle scorse ore, invece, la Corte di appello ha rigettato la richiesta della procura generale di applicargli un nuovo periodo di isolamento.

Il campobellese quando fu arrestato – il 25 giugno del 2010 – era a capo di Cosa Nostra agrigentina e, secondo gli inquirenti, era il numero due in Sicilia, per spessore e prestigio criminale, conquistato sul campo contro il suo grande rivale, il racalmutese Maurizio Di Gati che fu pure costretto a ritirarsi e collaborare con la giustizia dopo l’omicidio del suo braccio destro Carmelo Milioti, assassinato – pare – dallo stesso Falsone, dal barbiere, per dargli un segnale. Falsone, nel maxi processo Akragas, fu condannato all’ergastolo per l’omicidio dello stiddaro Salvatore Ingaglio che, tredici anni prima, gli aveva ucciso il padre e il fratello. Sfuggì alla cattura nel 1999 e fu condannato all’ergastolo nel 2004. Dopo la cattura e l’estradizione ha iniziato a scontare la pena del carcere a vita, al 41 bis, col periodo di isolamento di diciotto mesi. La procura generale, di recente, dopo avere aggiornato il quadro delle condanne, chiedeva l’aggravamento dell’isolamento diurno. Falsone, in particolare, ha rimediato 10 anni di reclusione per estorsione aggravata, 3 anni e 4 mesi di reclusione per intestazione fittizia di beni e altri dieci anni per estorsione aggravata.