Mafia, Tar: Prefettura di Agrigento deve esibire atti ad ex sindaco di Camastra Angelo Cascià

Gli atti richiesti, alla Prefettura di Agrigento dall’ex sindaco di Camastra, Angelo Cascia’, dovranno essere rilasciati entro 60 giorni. Nel caso in cui perdurasse l’inottemperanza il Tar Palermo ha nominato un commissario ad acta: il segretario generale della presidenza del Consiglio dei ministri. Il Tribunale amministrativo regionale ha fissato, inoltre, in 200 euro per ogni mese di ritardo l’importo dovuto dalla Prefettura ed ha disposto la trasmissione della sentenza alla Procura della Corte dei Conti per le valutazioni di competenza correlate a possibili profili di responsabilita’ di danno erariale. La questione e’ quella dello scioglimento del consiglio comunale di Camastra per presunte ingerenze mafiose.

Angelo Cascia’, eletto sindaco nel giugno 2013, per “poter esercitare il proprio diritto alla difesa in sede processuale”, ha presentato – il 17 aprile del 2018 – istanza di accesso agli atti per prendere visione ed estrarre copia degli incartamenti relativi al procedimento che aveva portato allo scioglimento del Comune di Camastra. La Prefettura, in prima battuta, ha denegato. Cascia’ ha fatto ricorso al Tar che ha ordinato l’esibizione della documentazione entro 30 giorni. Tuttavia, quelle carte richieste non sono mai state rilasciate, motivo per il quale l’ex sindaco ha fatto un nuovo ricorso al Tar chiedendo l’esecuzione del giudicato. Secondo le accuse formalizzate nell’ambito dell’inchiesta “Vultur” della Dda di Palermo e della Squadra Mobile di Agrigento, Rosario Meli di Camastra avrebbe avuto un ruolo nella campagna elettorale che, nel giugno del 2013, porto’ all’elezione del sindaco Angelo Cascia’. (ANSA)