Fase 2, oggi conferenza Regioni-Governo per accelerare su riaperture

Si terrà oggi pomeriggio l’incontro in videoconferenza tra i presidenti delle Regioni e il governo. Al vertice parteciperà, oltre al premier Giuseppe Conte, anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia. La riunione è stata convocata dopo l’ultimatum lanciato ieri dai governatori dell’area di centrodestra – con l’aggiunta del democratico Michele Emiliano – per accelerare sulla riapertura delle attività commerciali ancora chiuse. La ripartenza del 18 maggio dovrebbe coinvolgere, oltre a bar e ristoranti, anche parrucchieri, centri estetici e negozi di abbigliamento, mentre restano fuori dal provvedimento tutti quei luoghi per cui il rischio di assembramento è ancora troppo alto, come palestre, cinema e teatri.

“Comprendo perfettamente l’esigenza delle Regioni di avere un quadro che consenta loro di avviare le riaperture differenziate e condivido la loro esigenza di averlo in tempi brevi – aveva scritto sui social il ministro Boccia -. Li ringrazio per il senso di responsabilità e per la condivisione con il governo dell’esigenza di avere linee guida nazionali elaborate dal comitato scientifico su proposta Inail, sulla cui base eventuali ordinanze regionali, emesse prima delle nuove misure, dovranno essere riformulate, a tutela della salute pubblica e della sicurezza sul lavoro. Tuttavia, è utile già discutere con le Regioni le modalità di apertura o restrizione delle attività legate all’andamento dell’epidemia secondo il monitoraggio avviato dal ministro della Salute”.

“Io spero che con la differenziazione territoriale possano riaprire ovunque e poi sarà responsabilità delle singole Regioni avere il quadro dei dati”, ha poi confermato ad Agorà. “”Se dal governo non ci sarò risposta, noi dobbiamo ovviamente prendere delle decisioni di carattere autonomo – ha dichiarato Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia -. La leale collaborazione è venuta meno dal governo, non dalle regioni”. La proposta era quella di “ipotizzare da oggi una riapertura del commercio al dettaglio e dal 18 invece le altre attività, ma il governo non ha dato nemmeno una risposta. Trovo dannoso prorogare senza motivo alcune attività”, ha spiegato a Radio Capital. (9Colonne)