Spiagge libere nell’Agrigentino, i sindaci: ”Gestione complicata”

La prima settimana di giugno partirà la stagione balneare, ma ancora tante sono le questioni non chiarite. E questa cosa ha mandato nel pallone i sindaci ed i sindacati dei balneari, come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola. «Stiamo cercando di capire come affrontare questo momento storico certamente inedito – spiega al Gds Angelo Biondi, presidente provinciale del Sindacato italiano balneari. Ci sono alcune cose che non ci convincono: innanzitutto quanto previsto dalle linee guida nazionali rispetto alle spiagge libere, che oggi potrebbero costituire persino un pericolo di diffusione del contagio se la presenza di bagnanti non verrà adeguatamente contingentata.

Per gli stabilimenti balneari, infatti, ci sono delle regole abbastanza nette, per quanto ancora non del tutto chiare, e sulle spalle dei gestori degli impianti gravano molte responsabilità». I titolari degli stabilimenti devono assicurare un distanziamento tra gli ombrelloni (o altri sistemi di ombreggio) in modo da garantire una superficie di almeno 10 metri quadrati per ombrellone. Garantire una distanza di almeno 1,5 m tra i lettini da spiaggia. Effettuare una regolare e frequente pulizia e disinfezione delle aree comuni: spogliatoi, cabine, docce, servizi igienici; pulizia che dovrà, comunque, essere assicurata dopo la chiusura dell’impianto.

Preoccupati anche i sindaci, sui quali ricadrebbe la competenza sulle spiagge libere. «Non è ancora chiaro quale dovrebbe essere il nostro ruolo – spiega Calogero Zicari di Realmonte – ma è evidente che u n’attività di pattugliamento di tutta la costa è impensabile. Noi metteremo in campo i vigili urbani, ci rivolgeremo alle associazioni e soprattutto metteremo decine di cartelli lungo le spiagge libere, ma per fare un esempio, lungo la sola spiaggia di Lido Rossello si contano 6 o 7 diversi accessi, per non contare quelli connessi alle abitazioni private». Sulla stessa linea Lillo Firetto, sindaco di Agrigento. «È un tema che si è posto e che si sta ponendo su base nazionale e rispetto al quale abbiamo interessato anche l’Anci – spiega – perché è evidente che non possa essere caricato tutto sulle spalle dei sindaci».

Per quanto riguarda le spiagge libere è stata ribadita l’importanza dell’informazione e della responsabilizzazione individuale nell’adozione di comportamenti rispettosi delle misure di prevenzione. Al fine di assicurare il rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro tra le persone e gli interventi di pulizia e disinfezione dei servizi eventualmente presenti si suggerisce la presenza di un addetto alla sorveglianza. Anche il posizionamento degli ombrelloni dovrà rispettare le indicazioni riportate per gli stabilimenti balneari. Sono vietate le attività ludico-sportive di gruppo che possono dar luogo ad assembramenti.

Nella foto di Giuseppe Cinquemani la spiaggia di Bovo Marina, Montallegro, provincia di Agrigento.