Muore dopo scazzottata, aperta inchiesta ad Agrigento

La scazzottata per un banale litigio condominiale, il malore e la morte. La procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia per accertare se c’e’ un nesso fra l’aggressione e il decesso o se si e’ trattato di una sfortunata casualita’ anche alla luce del fatto che la vittima – un uomo di 64 anni – soffriva di patologie cardiache. Il pubblico ministero Chiara Bisso, intanto, ha iscritto il vicino di casa dell’uomo, di due anni piu’ grande, nel registro degli indagati ipotizzando a suo carico il reato di omicidio preterintenzionale. L’indagato, che ha nominato come difensore l’avvocato Salvatore Pennica, potra’ avvalersi di un consulente tecnico di parte. Il magistrato della procura conferira’ l’incarico al medico legale Antonio Guajana. La convocazione del consulente e delle parti e’ stata fissata per lunedi’ pomeriggio nell’ufficio del pm, a seguire sara’ effettuata l’autopsia.

La tragedia e’ avvenuta martedi’ pomeriggio in via Petrarca. I due vicini di casa, secondo la ricostruzione dell’episodio fatta dalla polizia, intervenuta nell’immediatezza dei fatti, avevano litigato per una banale questione legata allo smistamento della corrispondenza nella cassetta postale. Dopo qualche parola di troppo, probabilmente anche a causa di vecchie ruggini sempre per questioni simili, sarebbero passati alle mani. Una vera e propria scazzottata nell’androne del condominio senza conseguenze, all’apparenza, gravi per nessuno dei due. Calmati gli animi, dopo la zuffa, i due ultrasessantenni sono rientrati nelle loro abitazioni.

A quel punto uno dei due si e’ sentito male, si e’ accasciato al suolo ed e’ morto. La polizia, avvisata dai familiari della vittima, ha prelevato il vicino di casa che e’ stato accompagnato nella vicina caserma Anghelone per essere interrogato. Dai primi accertamenti pare che ad uccidere il sessantaquattrenne, che soffriva di problemi cardiaci, sarebbe stato un infarto. La procura, adesso, vuole vederci chiaro e accertare, attraverso l’autopsia, se i colpi ricevuti nell’aggressione possano avere provocato o meno la morte. Il reato ipotizzato e’ quello di omicidio preterintenzionale: l’ipotesi investigativa, in sostanza, e’ che l’uomo potrebbe essere morto come conseguenza non voluta dell’aggressione. (AGI)