Covid: buone notizie da vaccino di Oxford, altri 3 verso fase finale

In tutto il mondo vi sono 166 vaccini a cui i ricercatori stanno lavorando per far fronte all’attuale pandemia di Coronavirus, di cui 25 in fase di sperimentazione sugli esseri umani. Tra questi, il vaccino sviluppato dall’Universita’ di Oxford in collaborazione con la societa’ farmaceutica Astrazeneca e’ l’ultimo in ordine di tempo ad aver fatto registrare dei risultati incoraggianti. I dati della prima fase di sperimentazione sugli esseri umani pubblicati sulla rivista Lancet mostrano che le persone testate hanno sviluppato la produzione di anticorpi e che il vaccino non produce effetti collaterali gravi. In particolare, il 90% delle 1.077 persone testate ha prodotto anticorpi dopo aver ricevuto una sola dose, mentre ad altri dieci volontari ne e’ stata somministrata una seconda e in questo caso tutti e dieci hanno sviluppato una risposta immunitaria. Questo fatto potrebbe suggerire che in alcuni casi potrebbe essere necessario un richiamo, anche se al momento non si e’ giunti a una quantificazione della dose ideale. Inoltre, non e’ ancora chiaro quanto queste difese possano durare nel tempo e offrire protezione dalla Covid-19, la malattia causata dal Coronavirus. Dai test poi non e’ stato evidenziato alcun effetto collaterale grave sulle persone.

Il 70% circa dei partecipanti ha infatti accusato qualche giorno di febbre e mal di testa, sintomi tenuti a bada senza problemi dalla semplice assunzione di paracetamolo. Ora la sperimentazione andra’ avanti, giungendo alla sua ultima fase e allargando il campione su cui verra’ testato. Nel Regno Unito si sta infatti avviando una nuova fase di test che coinvolgera’ circa 10mila volontari. Ne sono previste altre di questa portata negli Stati Uniti, in Sudafrica e in Brasile. I risultati finali dovrebbero arrivare a settembre. Non e’ invece ancora chiaro se saranno svolti test per infettare direttamente dei volontari con il coronavirus e poi sottoporli a vaccinazione per valutarne l’efficacia, a causa dei problemi etici che ne deriverebbero. Questo vaccino, a cui sta collaborando anche l’Irbm di Pomezia, ha come nome “ChAdOx1 nCoV-19” ed e’ basato sulla tecnica del “vettore virale”. In sintesi, i ricercatori hanno modificato un virus che causa il raffreddore negli scimpanze’ rendendolo innocuo e aggiungendo la proteina “spike”, quella che il coronavirus utilizza per attaccare le cellule umane e replicarsi. Cosi’, dopo che questo virus viene iniettato senza rischi per l’organismo, il sistema immunitario attacca la proteina spike, conservando “in memoria” questa capacita’ per farsi trovare pronto in caso di infezione futura da Coronavirus.

Oltre al vaccino in fase di sviluppo a Oxford ve ne sono altri tre arrivati nella stesso stato di avanzamento nei test. Quello dell’azienda biotecnologica “Moderna” e’ stato il primo in assoluto ad essere sperimentaro sugli esseri umani. Si basa sull’iniezione dell’Rna del Coronavirus (il suo codice genetico) per indurre il sistema immunitario a rispondere ed essere cosi’ in grado di combattere l’infezione in futuro. Nelle prime 45 persone che lo hanno ricevuto la risposta immunitaria e’ stata considerata buona e senza particolari controindicazioni. Nuovi test inizieranno il 27 luglio e coinvolgeranno 30.000 persone. Anche il vaccino messo a punto dalla tedesca Biontech insieme alla statunitense Pfizer si basa sull’inziezione dell’Rna del Coronavirus e sta avendo buone risposte dai test, che si prevede proseguiranno a fine luglio. Di recente l’amministrazione Trump ha siglato un contratto da 1,9 miliardi di dollari per assicurarsi 100 milioni di dosi entro dicembre e l’opzione per altre 500 milioni di dosi. In caso il vaccino venisse approvato, Pfizer ha previsto di produrne oltre 1,3 miliardi di dosi entro la fine del 2021. La societa’ cinese Sinovac sta invece sviluppando un vaccino basato sull’iniezione del Coronavirus (il Sars-Cov-2) inattivato, il metodo piu’ “classico” conosciuto. I primi test hanno mostrato buoni risultati sotto il profilo della sicurezza e ora continueranno in Brasile. Sono arrivati alle ultime fasi di sperimentazione sugli esseri umani anche i vaccini prodotti dall’azienda farmaceutica Sinopharm a Pechino e Wuhan. (ITALPRESS)