15 Luglio 2024
Agrigento e ProvinciaCronaca

Lussuosa vacanza a Riccione con carta credito altrui, arrestato agrigentino di origini magrebine

Cinque giorni in un appartamento di lusso presso il Grand Hotel di Riccione, con ogni comfort e senza badare a spese, fino ad accumulare un conto da più di 2.000 euro. Ma, al momento del pagamento, qualcosa va storto e sul posto arrivano i carabinieri. Infatti, mentre gli operatori della reception dell’albergo effettuavano la transazione di pagamento con i dati di una carta di credito forniti da A.M. classe 2001, di origini maghrebine nato ad Agrigento e residente nel Ravennate, il vero e ignaro titolare della carta – vistosi addebitare la somma – ha chiamato immediatamente la struttura riferendo che era in atto una truffa. A quel punto, i militari hanno subito proceduto a bloccare il giovane e a condurlo in caserma per effettuare tutti gli approfondimenti utili a chiarire la dinamica. Le indagini, immediatamente svolte, hanno consentito di accertare che A.M., presentatosi presso la struttura alberghiera dapprima come un poliziotto e poi come un medico in servizio per l’azienda sanitaria, aveva fornito i dati della carta di credito di un turista toscano passato a Riccione all’inizio del mese di agosto. Dati di cui A.M. era entrato in possesso in ragione della sua reale attività lavorativa ovvero quella di addetto stagionale alla reception dell’albergo che aveva ospitato il titolare della carta di credito all’inizio dell’estate.

Un vero colpo di genio a cui l’indagato non è risultato nuovo: numerosi precedenti specifici sul conto del giovane sono stati riscontrati agli atti, con particolare riferimento all’accesso abusivo a sistemi informatici e all’indebito utilizzo e clonazione di carte di credito. Ma la vera scoperta è stata fatta solo successivamente, quando i carabinieri, dopo aver dichiarato in stato di arresto il giovane per l’indebito utilizzo di carte di pagamento, hanno rinvenuto nel suo piccolo bagaglio i “ferri del mestiere”: numerose carte di credito prive dei dati identificativi del titolare e, soprattutto, una divisa da soccorritore del 118 con vari distintivi identificativi delle mansioni sanitarie di medico, autista, infermiere e soccorritore, indossate all’occorrenza quando, usurpando i vari titoli, metteva in atto le proprie truffe. Come fatto al Grand Hotel, infatti, è possibile ipotizzare che il giovane abbia visitato varie strutture presentandosi come un professionista in viaggio di lavoro rimborsato dalla propria azienda sanitaria, riuscendo a farla franca. Un profilo criminale da non sottovalutare, insomma, soprattutto per via delle approfondite conoscenze informatiche, attraverso le quali – ha spiegato ai carabinieri – riesce a navigare nel dark web e a entrare in possesso di dati sensibili. (askanews)