Migranti, sbarchi senza sosta: 1.200 in hotspot Lampedusa, Sea Watch sottoposta a fermo

Un flusso senza fine quello dei migranti sulle coste italiane: in meno di 24 si segnalano 18 barconi, con 371 persone a bordo, arrivati a Lampedusa. L’hotspot dell’isola, già piccolissimo, è nuovamente al collasso: 1.200 migranti a fronte di una capienza di 192, tanto che il Viminale ha disposto già da oggi un piano di parziale alleggerimento della struttura, con il trasferimento di circa 500 migranti sulla nave Rapsody, dove rimarranno per il periodo di quarantena. Già la Prefettura di Agrigento, dopo i trasferimenti dei giorni scorsi, aveva disposto l’evacuazione di 330 persone. In 150 sono stati imbarcati, in mattinata, sul traghetto di linea per Porto Empedocle, mentre con i pattugliatori di Capitaneria di porto e Guardia di finanza, in serata, partiranno altre 180 persone. Questa mattina, poi, una trentina di migranti sono arrivati a riva, presso la spiaggia di Fungiteddri a Torre Salsa, in provincia di Agrigento. l’associazione ‘Mareamico’ fa sapere che “appena arrivati sono scesi e tranquillamente si sono diretti, attraverso i sentieri della riserva naturale nell’entroterra, per raggiungere la strada statale 115”, si legge in un post su Facebook.

“C’era qualcuno che pensava che fossero finiti gli sbarchi?”, si ha chiesto, ironicamente, il sindaco di Lampedusa e Linosa, Totò Martello. “Lo Stato ha rivendicato in ogni sede la sua competenza, ma continua a non esercitarla fino in fondo”, ha tuonato il governatore sicialiano Nello Musumeci accusando il governo di non aver tradotto le parole in fatti. L’esecutivo, rincara la dose, “preferisce polemizzare con il presidente eletto dai siciliani, piuttosto che avere l’umiltà di riconoscere ritardi e omissioni. Una cosa è certa: ho il dovere di intervenire. E niente e nessuno potrà intimidirmi o farmi desistere dal dovere di tutelare la salute di tutti”. Le ong intanto tornano nel mirino: la nave Sea Watch 4 è stata sottoposta a “fermo amministrativo” al termine di una ispezione che sabato scorso ha evidenziato “irregolarità di natura tecnica tali da compromettere non solo la sicurezza degli equipaggi ma anche delle persone che sono state e che potrebbero essere recuperate a bordo, nel corso del servizio di assistenza svolto”. La nave, fa sapere una nota della Guardia Costiera, ormeggiata nel porto di Palermo, è attraccata nei giorni scorsi dopo il periodo di quarantena svolto a seguito del trasferimento su nave Gnv Allegra dei migranti presenti a bordo. L’ispezione, afferma la Guardia costiera, ha accertato “anche alcune violazioni delle normative a tutela dell’ambiente marino”.

All’ong tedesca viene contestata una presunta mancata certificazione del servizio di “ricerca e soccorso”. Questo è svolto in modo “sistematico, differentemente da quanto accade per le unità navali che occasionalmente prestano soccorso a terzi”, e “non può configurarsi come ‘un improvviso e diverso impiego’ e, pertanto, tale circostanza, ai sensi della Convenzione Solas, impone che le stesse debbano essere certificate dal proprio Stato di bandiera per il ‘servizio’ effettivamente svolto, dovendo cosi’ rispondere a requisiti ben precisi”. Di conseguenza, sottolinea la Guardia Costiera, a bordo erano presenti un numero di persone ben superiore a quello previsto dalla certificazione di sicurezza rilasciata alla nave dallo Stato di bandiera (354 persone rispetto alle 30 previste), cinture di salvataggio di tipo non approvato, bagni installati in coperta con scarico diretto fuoribordo, illuminazione di emergenza per l’uso dei mezzi di salvataggio non funzionante. (LaPresse)