Agrigento al ballottaggio, sfida Miccichè – Firetto tra sorpresa e veleni

Ci vorra’ il ballottaggio, ad Agrigento, per consentire agli elettori di eleggere il sindaco che amministrera’ la citta’ per i prossimi cinque anni. La principale sfida della tornata amministrativa siciliana che ha interessato sessanta Comuni. Il medico Franco Micciche’, la grande sorpresa di queste elezioni, dopo avere assaporato l’idea di una vittoria al primo turno, porta a casa il 36 per cento. L’uscente Calogero Firetto, che adesso parte da sfavorito per il secondo turno, considerando i possibili apparentamenti, si ferma al 27 per cento. E si preannuncia subito una campagna elettorale dai toni molto alti, certamente di piu’ di quanto non lo siano stati in queste settimane di avvicinamento al voto. “Certamente era lecito attendersi qualcosa in piu’ – commenta Firetto – adesso mi auguro che la citta’ non ritorni indietro al passato. Il mio competitore ha sempre parlato con la voce degli altri. L’onorevole Di Mauro ha sempre parlato per lui e gli ha delineato strategie e alleanze. Tutto questo e’ surreale, un ritorno al passato che spiazza. Agrigento non puo’ tornare indietro al “Mi manda Picone” perche’ la citta’ non puo’ permetterselo”.

Micciche’ e’ stato assessore della giunta del sindaco in carica fino al 2017, quando si consumo’ la rottura politica di Firetto col deputato regionale Roberto Di Mauro che cambio’ gli equilibri partitici a Palazzo dei Giganti. Micciche’ e’ stato sostenuto da tre liste civiche (“Facciamo squadra”, “Uniti per la citta’” e “Cambiamo rotta per Agrigento”) e della lista Vox Italia, movimento politico fondato dal filosofo torinese Diego Fusaro. Il diretto interessato dribbla la polemica. “Non rappresento la vecchia politica – risponde Micciche’ – semmai sono un neofita della politica. Per il resto non replico, ognuno e’ libero di esprimersi come vuole. Io mi sono confrontato con le persone e, insieme a loro, abbiamo elaborato un programma”. La partita degli apparentamenti, anche se Micciche’ e Firetto continuano a ripetere di voler correre da soli sganciandosi da altri accordi politici, e’ partita prima che finisse lo spoglio. Sembra essere decisivo il pacchetto di voti conquistato dal primo degli sconfitti, vale a dire l’ex sindaco Marco Zambuto che porta a casa il 17 per cento delle preferenze frutto del sostegno di tre liste di centrodestra: Udc, Forza Italia e Diventera’ bellissima.

Il suo principale sponsor elettorale e’ il deputato regionale forzista Riccardo Gallo, in pessimi rapporti politici con Di Mauro: la conseguenza e’ che appare impossibile o quasi immaginare che il consistente pacchetto di voti possa convergere su Firetto che si trova, quindi, nella difficile posizione di chi deve organizzare una complicatissima rimonta. Nella partita potrebbe avere un ruolo importante anche l’ex presidente del consiglio comunale Daniela Catalano, prima degli eletti, nel 2015, della lista del Nuovo centrodestra, politicamente – all’epoca – molto vicina a Firetto, sostenuta da alcuni “pezzi” del centrodestra (Fratelli d’Italia e Lega) e dalla lista civica “La nuova Agrigento”. In ballo c’e’ un 10 per cento di preferenze da ricollocare. Il 4,5 per cento della candidata del Movimento Cinque Stelle, Marcella Carlisi, e il 3,5% di Angela Galvano, dirigente regionale di Articolo 1 non sembrano destinati a fare la differenza ma c’e’ anche da fare i conti con una nuova legge elettorale che non tutti gli analisti e gli addetti ai lavori hanno interpretato compiutamente alla luce di tante previsioni errate. La lunga partita a scacchi, destinata a durare due settimane, e’ gia’ partita. (AGI)