Covid, sindaci dell’Agrigentino sul nuovo Dpcm: ”Caricati di troppe responsabilità, ma non abbiamo i mezzi”

Anche i sindaci dell’Agrigentino “bocciano” il nuovo Dpcm del presidente del Consiglio almeno nella parte in cui si dà ai Comuni la possibilità di chiudere strade e piazze particolarmente frequentate alle ore 21, stabilendo in pratica dei “coprifuoco” locali.

“Ci hanno lasciato con il cerino in mano, c’è confusione”, ha detto il sindaco di Canicattì Ettore Di Ventura. “Il governo, per non assumersi responsabilità, ha detto ai sindaci: fate quello che volete fare. E noi abbiamo una serie di problemi, a partire – spiega – da come gestire la situazione l’1 e il 2 novembre in occasione della festa dei defunti, per finire alle piazze, ai luoghi di assembramento e quant’altro. Quindi stiamo cercando di leggere il decreto e soprattutto capire cosa possiamo e dobbiamo fare. In linea di principio – aggiunge – valuto il nuovo Dpcm positivamente, è chiaro che comunque ci hanno caricato di responsabilità e soprattutto di oneri che noi da soli non siamo in condizioni di far rispettare. Perché io posso tranquillamente chiudere la piazza o il parcheggio piuttosto che qualsiasi altro luogo di ritrovo da parte dei giovani, però come potrò fare i controlli? Noi siamo a corto di agenti della polizia municipale ai quali non possiamo dare né l’indennità di pubblica sicurezza perché, per espressa indicazione del questore, non vengono riconosciute e poi la polizia municipale smonta alle 21, quindi ogni eventuale intervento di controllo dovrebbe essere coordinato con le forze di polizia. E’ necessario l’intervento del prefetto al quale abbiamo già chiesto di darci delle linee guida. Ci sono i piccoli centri che sono orientati a lasciare i cimiteri aperti, perché il problema per loro obiettivamente non si pone, i medi centri abbiamo serie difficoltà. Stiamo cercando di esaminare bene il decreto per poi assumere una decisione. Abbiamo già ricevuto segnalazioni e richieste di chiarimento sia da parte di chi svolge attività di ristorazione ma soprattutto da parte di tanti fiorai che chiedono come si devono comportare, perché è ovvio che se si chiudono i cimiteri l’1 e il 2 novembre ci saranno per loro delle ricadute negative sul piano economico e ci saranno altre polemiche. Così come abbiamo il problema anche per il mercato settimanale che non è la stessa cosa però è pur sempre luogo di assembramento. Stiamo cercando di capire anche come comportarci con spettacoli in luoghi all’aperto e al chiuso e sui convegni. Aspettiamo le prossime ore per avere un chiarimento”.

“Non ci penso proprio a chiudere vie o piazze”, ha dichiarato ieri il sindaco di Sciacca Francesca Valenti. Dovrei chiudere tutto, ma poi – ha aggiunto- chi dovrebbe effettuare i necessari controlli?”. Il sindaco di Sciacca nemmeno le nuove regole sullo sport. “Si tutelano solo i professionisti – ha detto – vietando invece le gare dilettantistiche a livello provinciale, mentre sulle palestre c’è un ultimatum ad adeguarsi, pena la chiusura tra una settimana. Nulla, invece, è stato fatto – ha concluso – sulla questione trasporti che da noi riguarda i pendolari, ma anche una capienza all’80% dei mezzi cittadini che non è accettabile”.

“E’ un Dpcm – ha detto il sindaco di Licata Pino Galanti – che ci mette nelle condizioni di poter far qualcosa, però inizialmente ci avevano scaricato tutte responsabilità alle quali noi sindaci non possiamo ottemperare, anche perché molti di noi sindaci non abbiamo i mezzi per poter fare fronte a tutte le esigenze che ci mettono davanti i cittadini, soprattutto i più giovani spesso inosservanti delle regole e indisciplinati, non solo a Licata va un po’ ovunque. Per quanto riguarda l’apertura del cimitero l’1 e il 2 novembre, se le condizioni sono quelle attuali, noi riusciremo a controllare l’affluenza, con entrate a turno e invitandoli ad evitare assembramenti. Ma non penso di chiudere i cimiteri, in ogni caso già da domani farò degli appelli ai cittadini invitandoli ad andare al cimitero a trovare i propri cari già in questi giorni in modo da ridurre l’affluenza l’1 e il 2 novembre”.

“E’ chiaro – ha detto il sindaco di Menfi Marilena Mauceri – che il Dpcm va osservato, quindi noi faremo in modo, anche se abbiamo pochi agenti di polizia municipale, di continuare l’attività di monitoraggio e di controllo che non è mancata e non mancherà. Nel momento in cui i concittadini non osserveranno queste misure restrittive innanzitutto si dovrà sensibilizzare ulteriormente e non mancherà all’amministrazione comunale farlo, speriamo però che non si creino quelle condizioni che poi porteranno ad altre restrizioni.  E’ un momento cruciale, un momento importante da attenzionare più che mai, noi siamo vicini a quello che sta succedendo a Sambuca di Sicilia, Sciacca, Castelvetrano, ma finora qui la situazione è stabile, non abbiamo per fortuna casi positivi a Menfi, però l’attenzione deve essere sempre alta e dobbiamo continuare con questo senso di responsabilità per noi stessi e per gli altri. Mi auguro che continui la collaborazione dei cittadini e che non saremo costretti ad intervenire, spero che soprattutto i giovani entrino in quest’ottica: dobbiamo osservare oggi più che mai queste misure di contenimento”.

“Non sono ancora sindaco e mi sono occupato d’altro fino a oggi. Quando m’insedierò valuterò la situazione sentendo prima gli interessati”, ha detto il neo sindaco di Agrigento Franco Miccichè rispondendo a una domanda sul nuovo Dpcm.