Pescatori Mazara del Vallo bloccati in Libia, familiari: intervento con i corpi speciali se necessario

“Un intervento con i corpi speciali? Se e’ necessario, si”. Lo dicono a Mazara del Vallo i familiari dei 18 pescatori bloccati in Libia da 99 giorni, per cui il vescovo monsignor Domenico Mogavero ha ipotizzato l’intervento dei corpi speciali per la loro liberazione. “Il nostro Vescovo ha usato dei toni forti perche’ ormai siamo in una situazione surreale – spiega Cristina Amabilino, moglie di uno dei marittimi detenuti nel carcere-caserma di El Kuefia, a 15 km da Bengasi – nessuno riesce ad avere impatto sulla liberazione dei 18 pescatori. Noi abbiamo soltanto il potere di manifestare e protestare giornalmente, noi non lasciamo la mano dei nostri pescatori”.  I familiari stanno manifestando per il centro urbano, in sosta nella centrale piazza Mokarta, radunati attorno allo striscione simbolo in cui campeggia la scritta ‘Liberate i Pescatori di Mazara del Vallo’. Nei giorni scorsi l’intelligence italiana e’ tornata ad incontrarsi con le milizie di Haftar e dai tracciati aerei e’ emerso un flusso di viaggi con partenza da Bengasi, direzione Roma. “Una trattativa non si puo’ concludere sulla pelle di 18 esseri umani, non e’ possibile, che il governo si sbrighi, se li riconsegnano domani, per noi sara’ immediatamente Natale, oggi per tutti e’ festa, ma per noi c’e’ grande tristezza”, continua Cristina Amabilino. Nei giorni scorsi i familiari avevano annunciato di essere pronti a tornare a Roma, in presidio permanente davanti palazzo Montecitorio. “Noi speriamo che non sia necessario – aggiunge Marika Calandrino, moglie di uno dei 18 pescatori – ma temiamo che di dover partire”. (AGI)