22 Maggio 2024
Agrigento e ProvinciaCronaca

Mafia, testimone giustizia Cutrò scrive Morra: ”Abbandonati dallo Stato”

Tornano le polemiche sulla sicurezza garantita dallo Stato al testimone di giustizia Ignazio Cutro’ che, negli anni scorsi ha denunciato e fatto arrestare e condannare gli estorsori che gli avevano chiesto di pagare il pizzo per i lavori della sua impresa edile. A spingere lo stesso ex imprenditore a chiedere alla commissione parlamentare antimafia nazionale approfondimenti sulla questione sono state le rivelazioni fatte nelle scorse settimane dall’ex poliziotto Pasquale Di Salvo, che si e’ autoaccusato dell’omidcidio di Vincenzo Antonio Di Girgenti, avvenuto negli anni ’90 ad Alessandria della Rocca. Un delitto, secondo quanto detto dallo stesso Di Salvo, che gli sarebbe stato commissionato dalla famiglia Panepinto.”Come e’ noto – commenta Cutro’ – i Panepinto citati dal testimone di giustizia sono gli stessi che ho denunciato e fatto arrestare nell’ambito dell’operazione antimafia ‘Face Off’ e che, dopo aver scontato la loro condanna, sono tornati in liberta’”. Cutro’, nella sua lunga lettera, descrive al presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra, tutti i passaggi che hanno indotto le autorita’ competenti a ridimensionare completamente il livello di protezione al punto da decidere di non assegnare piu’ la scorta. “La famiglia Cutro’ – si legge nella lettera – e’ stata abbandonata dallo Stato al loro destino. Ci aspettavamo di piu’ da chi aveva il dovere di proteggerci. Signor presidente, voglio sapere la verita’ e conoscere le ragioni della menzogna. Credo che in questa vicenda ci siano tutti i presupposti per valutare l’avvio di un’inchiesta da parte della commissione da lei presieduta allo scopo di accertare esattamente come si sono svolti i fatti e individuare i responsabili di coloro che hanno sovraesposto la mia sicurezza e quella della mia famiglia”. (AGI)