Turismo, grazie a contratto di sviluppo nel 2021 aprono ville Verdura Resort

Saranno aperte a marzo 2021, nonostante la pandemia, le 20 ville di lusso nel parco del Verdura Resort, esclusivo complesso turistico della Rocco Forte Hotels a Sciacca, sulla costa meridionale della Sicilia. Un progetto, quello delle ‘Rocco Forte Villas’, frutto del finanziamento che il più grande operatore di hotel ultra-lusso in Europa ha ottenuto da Invitalia attraverso lo strumento del contratto di sviluppo. L’investimento prevede l’ampliamento dei servizi turistici con un’offerta attualmente non presente nell’isola, come quella delle ville di lusso, che andranno a integrare il Verdura Resort. Saranno 20 ville, con 3 e 4 camere da letto, dai 260 ai 350 metri quadrati ciascuna, che potranno essere affittate settimanalmente. Sono previste dal finanziamento tutte le opere edili e gli interventi di impiantistica necessari per realizzare le nuove strutture, la sistemazione degli spazi esterni e l’acquisto delle attrezzature funzionali all’esercizio dell’attività. Un esempio di rapporto vincente tra pubblico e privato, come spiega Maurizio Saccani, global director of operations di Rocco Forte Hotels: ”Quello tra Invitalia e Rocco Forte Hotels è qualcosa di più di un semplice rapporto di finanziamento. A circa dieci anni dall’inizio di questa collaborazione, con la creazione del Verdura Resort nel 2009, possiamo dire che si è trasformato quasi in una partnership per lo sviluppo turistico qualificato, in particolare del Sud della Sicilia sulla costa mediterranea. La collaborazione con Invitalia è poi, infatti, proseguita con il finanziamento recente per la creazione di 20 ville al servizio del Verdura Resort, che, nonostante il Covid, verranno aperte nel marzo 2021”. ”Un altro importante intervento – ricorda Saccani – al quale Invitalia ha partecipato, curandone direttamente l’esecuzione, è quello della protezione dai marosi della costa prospicente al Verdura: questo darà la possibilità non solo di mettere in sicurezza quel tratto di costa, ma favorirà anche la creazione naturale di una spiaggia di quasi due chilometri in quella zona, con evidenti importanti ricadute da un punto di vista turistico per l’area”.

”L’idea delle ville – spiega Saccani – è nata dalla richiesta stessa della nostra clientela più qualificata, italiana ma anche internazionale, prevalentemente europea e americana. Il mondo dell’hotellerie di lusso sta cambiando notevolmente, non solo per via del Covid: il processo è iniziato ormai da parecchi anni. Una parte sempre maggiore di clientela privilegia ora anche sistemazioni diverse da quelle tradizionali della camera d’albergo. Credo, dunque, che il Verdura Resort e i progetti ad esso connessi – ribadisce – siano un esempio di come il rapporto tra pubblico e privato possa essere veramente determinante per lo sviluppo economico e per quello turistico in genere. Il pubblico può agire non solo da finanziatore ma anche proprio come aiuto per snellire le questioni burocratiche, per riuscire a penetrare nell’ambito più difficile della struttura pubblica e delle istituzioni, per poter dare un valido aiuto all’operatore turistico”. Notevole, poi, l’impatto sull’indotto per il territorio. ”Il Verdura Resort così come è oggi – afferma – impiega nella stagione migliore oltre 450 dipendenti, con l’aggiunta delle ville arriveremo probabilmente a 550. Sono 20 ville ma è come avere un altro albergo di 76 camere. E’ importante anche rilevare che l’albergo per sua natura riesce a dare lavoro non solo a personale estremamente qualificato, quale la direzione o il sales e il marketing, ma anche a tutta un’altra serie di figure professionali meno qualificate di cui c’è molto bisogno”. ”Ecco che quindi l’investimento nel turismo dà la possibilità di sviluppare una rete di impieghi che nessun altro tipo di settore può offrire. Per di più, l’indotto è assolutamente notevole in filiere importantissime: parte dal periodo della costruzione ma durerà per sempre durante la vita dell’albergo”. Se dovessi fare un calcolo, che è comunque difficile, potrei dire che l’indotto è pari a 150-200 milioni all’anno”, conclude. (Adnkronos)