Sanità, La Rocca Ruvolo: ”In Sicilia lavoro pregevole per debellare virus epatite C”

“Trovo fondamentale e necessario che alcuni presidi ospedalieri e le unita’ specialistiche dei policlinici restino fuori dalla rete Covid per continuare a dare una adeguata assistenza a tutti i malati con malattie croniche. In questo contesto, credo che il lavoro fatto in questi anni per debellare l’infezione da epatite C sia pregevole: il ‘fior fiore’ di professionisti e rappresentanti del mondo scientifico si sono adoperati e devono continuare a lavorare su questo progetto”. Cosi’ Margherita La Rocca Ruvolo, presidente della VI Commissione Ars ‘Salute, Servizi Sociali e Sanitari’, in un video messaggio inviato in occasione della web conference dal titolo ‘Eliminazione dell’infezione da epatite C nei Ser.D. e nelle carceri: il progetto della Rete HCV Sicilia’, organizzata e promossa dal provider Letscom E3 nell’ambito di ‘HAND – Hepatitis in Addiction Network Delivery’, il primo progetto pilota di networking a livello nazionale patrocinato da quattro societa’ scientifiche (SIMIT, FeDerSerD, SIPaD e SITD), che coinvolge i Servizi per le Dipendenze e i relativi Centri di cura per l’HCV afferenti a diverse citta’ italiane.
L’appuntamento, che si e’ svolto oggi, e’ stato organizzato in collaborazione e con il patrocinio della Rete HCV Sicilia. “L’obiettivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’ e’ che nel 2030 non si muoia piu’ per una malattia epatica da epatite C e sia attuato uno screening che possa consentire questo obiettivo- prosegue La Rocca Ruvolo nel video messaggio- e quindi dobbiamo continuare a lavorare insieme in questo senso. E la politica deve essere accanto al mondo scientifico perche’ questo accada: oggi si sono messi in evidenza i risultati ottenuti attraverso tanti anni di ricerca, ma si dovra’ continuera’ a offrire un servizio efficiente e di qualita’ che possa mettere la parola ‘fine’ a una malattia che causa tanti morti. Dobbiamo lavorare per fare emergere tutto il ‘sommerso’ e questo si puo’ attuare solo attraverso lo screening e un lavoro di squadra. Lo dobbiamo fare, tutti insieme”.
Sul rischio di sottovalutare a causa del Covid altre patologie, La Rocca Ruvolo commenta: “Il rischio c’e’, ma la politica, il mondo scientifico e le amministrazioni sanitarie dovranno, tutti insieme, evitare che questo accada. Dobbiamo curare anche le altre patologie: non possiamo rischiare di far morire la gente di altre patologie che non siano l’infezione da Covid-19”. Infine, La Rocca Ruvolo tiene ad inviare un messaggio a tutti gli operatori sanitari: “Mi sembra doveroso, in un momento particolarmente delicato, ringraziare gli operatori sanitari che per questo lavorano- dice- a volte con scarse risorse e tante difficolta’. Mi vengono in mente, per quanto riguarda il Policlinico di Palermo, l’equipe del professore Craxi’, ma anche gli operatori dell’ospedale Cervello che in questo momento vivono una situazione di disagio e che malgrado questo continuano a lavorare. Penso a tutte quelle strutture che in tutti i modi stanno facendo si’ che i malati vengano seguiti e che non si sentano abbandonati: questo vale per la Sicilia occidentale e per quella orientale. Vale particolarmente per il lavoro di rete che hanno fatto- conclude- e per questo mi sento di ringraziarli”. (Dire)
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