Mafia, la Cgil agrigentina ricorda Accursio Miraglia

“Era la sera del 4 gennaio 1947 quando la mafia saccense uccise, nel silenzio della notte, un uomo che aveva scelto con consapevolezza di “vivere una vita in piedi piuttosto che in ginocchio”: Accursio Miraglia. Queste parole le aveva pronunciate alla moglie che, preoccupata per la sua vita, gli ricordava le sua responsabilità di padre di tre figli. Accursio Miraglia rispondeva che la sua responsabilità era anche dinanzi a tutti i poveri della Sicilia che non avevano né le capacità economiche né culturali per reclamare i loro diritti e la loro fame di terre, continuava dicendo che avrebbero potuto uccidere lui ma non la sua storia . Mai parole furono così profetiche tant’è che a distanza di 74 anni siamo ancora qui a ricordare la sua figura e le sue azioni.
E in quest’anno di Covid 19 Accursio Miraglia assurge ancora di più d’esempio perché le azioni dei singoli sono, parafrasando le parole di Maria Teresa di Calcutta, come le gocce d’acqua che formano l’oceano”. Lo scrive in una nota il segretario provinciale della Cgil di Agrigento Alfonso Buscemi ricordando Accursio Miraglia.

La Cgil quest’anno ha deciso di trascorrere nel silenzio delle manifestazioni questa data, ma non tacendo nelle azioni. Infatti ha scelto proprio questo giorno per inaugurare a Sciacca la nuova sede della Camera del Lavoro in C.da Perriera in via Antonio Segni n. 108 dove, con più personale a disposizione sia il Patronato Inca che il Caf saranno in grado di offrire maggiori servizi. Inoltre, alle ore 11:00 il segretario provinciale della CgilAlfonso Buscemi, la Responsabile della cultura e della legalità Maria Concetta Barba, accompagnati dal segretario della Camera del Lavoro di Sciacca Francesco Zammuto, si recheranno nella villetta di via Licata a pochi passi dal luogo del barbaro assassinio di Accursio Miraglia dove sarà deposto un mazzo di fiori. Un gesto simbolico per ricordare tutti quegli uomini che la Storia l’hanno costruita con le loro gesta diventando degli eroi.