Open Arms, Salvini si difende: ”Decisi con Conte”

A quasi un mese dall’udienza sul caso Gregoretti a Catania, Matteo Salvini affronta la giustizia italiana in un’altra aula di tribunale, a Palermo, per il caso Open Arms, e da qui rilancia la sfida a Giuseppe Conte: “Non ho agito da solo, ma insieme con il governo”, ha affermato il capo della Lega uscendo “tranquillo e orgoglioso” dall’aula mentre era ancora in corso l’udienza per decidere se rinviarlo o meno a giudizio per i reati di sequestro di persona e rifiuti di atti d’ufficio, commessi, secondo la procura del capoluogo siciliano, nell’agosto del 2019, quando nego’ per sette giorni un ‘porto sicuro’ alla nave di Open Arms, a bordo della quale si trovavano 107 migranti. “Era tutto sotto controllo – ha ribadito Salvini – e in nessun caso si e’ registrato, a differenza di quello che e’ accaduto con l’attuale governo, ne’ un morto ne’ un ferito”. L’udienza e’ stata rinviata al 20 marzo, per concedere piu’ tempo alle parti per eventuali “prove contrarie” alla produzione difensiva presentata oggi. Il 14 gennaio, invece, il Gup conferira’ l’incarico al perito che dovra’ tradurre gli atti prodotti in lingua spagnola e in inglese. Sono state 18 le richieste di costituzione di parte civile, da parte di associazioni e di 7 migranti. Fuori dal carcere del’Ucciardone si e’ tenuto un piccolo presidio pacifista.

Il gup di Palermo, Lorenzo Jannelli ha ammesso la produzione documentale richiesta dalla difesa. Tra gli atti prodotti dall’avvocato Giulia Bongiorno vi sarebbero anche diverse mail scambiate con il presidente del Consiglio quando Salvini era al governo, per supportare la tesi difensiva secondo cui le azioni sarebbero state condivise e frutto di una azione collegiale. “La Gregoretti era italiana, e in quel caso c’era una linea di governo. Qui, invece, abbiamo una serie di argomenti in piu’. Il contratto di governo, infatti, prevedeva il contrasto all’immigrazione clandestina ma su questo il governo era assolutamente compatto a combattere questo fenomeno”, ha detto ai giornalisti Bongiorno. “In questo caso si trattava di una ong che, come vedremo, non ha fatto degli eventi qualificabili come Sar (soccorso e ricerca, ndr). Non sono eventi Sar perche’ ci sono delle note che non li definiscono come tali e su questo il governo era compatto”, ha ribadito. Si e’ seguita la linea di governo ma soprattutto in questo caso le informazioni che si avevano all’epoca e’ che la nave era in condizione di creare dei pericoli”. Tra gli atti ammessi vi e’ anche la deposizione dell’ex ministro Danilo Toninelli, resa a Catania nell’ambito del procedimento “Gregoretti”. Al contrario, pr la ong concedere il Pos era “un dovere del ministro dell’Interno, come peraltro ha ampiamente documentato e scritto il tribunale dei ministri”. “Per questo – ha aggiunto il legale di Open Arms, Arturo Salerni – crediamo che ci siano tutti gli elementi per poter arrivare al dibattimento”. (AGI)