Salma di Livatino ”contesa” tra Canicattì e Agrigento

La salma del giudice Rosario Livatino, proclamato beato dal Vaticano poco meno di un mese fa, e’ “contesa” tra Agrigento e Canicatti’, sua citta’ natale. L’appello alla traslazione dal cimitero di Canicatti’ alla cattedrale e’ del cardinale di Agrigento Francesco Montenegro, che per tanti anni si e’ battuto per la beatificazione del magistrato ucciso dalla mafia 30 anni fa. “La sepoltura privilegiata – ha scritto in una lettera l’arcivescovo – nella basilica cattedrale riconosciuta come la chiesa madre della diocesi sarebbe auspicabile e preferibile, visto che la riconosciuta santita’ del battezzato diventa dono per tutta la chiesa, sia particolare sia universale. Il beato viene, infatti, proposto come modello di vita evangelica per l’intera comunita’ dei credenti, al di la’ di ogni particolarismo e provincialismo. La cattedrale, in tal senso, simboleggia l’unita’ della diocesi”.

Da Canicatti’, pero’, si e’ levato un coro di no. Innanzitutto dal mondo delle associazioni. “Rosario – dice Enzo Gallo, un familiare componente dell’associazione ‘Amici del giudice Livatino’ – deve necessariamente restare a Canicatti’, dove ha anche trovato la morte. Livatino, per la mafia locale che lo ha condannato a morte, e’ stata una presenza scomoda e ancora oggi e’ un testimone credibile di fede e di giustizia. Portarlo fuori sarebbe quanto di piu’ sbagliato e anche un involontario assist alle famiglie mafionose locali”. Sulla stessa linea e’ don Giuseppe Livatino, altro parente del giudice e postulatore della causa di beatificazione. “Era il desiderio espresso dal padre del giudice – dice don Giuseppe – che prima di morire disse che in caso di beatificazione, la salma venisse traslata nella parrocchia frequentata dalla famiglia che e’ quella di San Domenico di Canicatti'”. Ferma opposizione anche dalle istituzioni cittadine. “Questi – dice il sindaco Ettore di Ventura – sono i luoghi che Livatino ha frequentato in vita e che giustamente potranno accogliere adeguatamente le reliquie mortali. A nome mio e della comunita’, propongo, invece, che le sue spoglie vengano traslate nella chiesa di San Domenico, qui a Canicatti’, che frequentava tutte le domeniche insieme alla famiglia”. In accordo con il sindaco anche il presidente del consiglio comunale, Alberto Tedesco: “Livatino – dice – e’ nato, ha operato ed e’ diventato il giudice che tutti conosciamo nella nostra comunita’ e qui deve rimanere”. (AGI)