“Si spegne con Emanuele Macaluso un amico, un saldo interlocutore della ‘Strada degli scrittori’, una voce eretica capace di tradursi in un’aristocrazia di pensiero specchiata nella storia e nei libri di un padre nobile della sinistra e della vita politica italiana. Ricordiamo commossi il protagonista di una epopea che ha come fulcro iniziale la sua Caltanissetta, dove negli Anni Quaranta contribuì a creare le condizioni per un riscatto dal fascismo centrato sulla convergenza delle componenti popolari, da quella comunista a quella cattolica. In rapporti con Vittorini e Sciascia, dirigente sindacale negli anni di Portella della Ginestra, Macaluso ha fatto della lotta alla mafia e al terrorismo, delle battaglie per il Mezzogiorno e dell’attenzione verso gli ultimi una ragione di vita finalizzata alla formazione di una salda coscienza civile. E’ l’impegno sul quale proseguiremo, grati al compagno di strada che ha ispirato e sostenuto tante nostre iniziative”. Così il direttore della Strada degli Scrittori Felice Cavallaro in occasione della scomparsa, avvenuta oggi, di Emanuele Macaluso Storico dirigente del Pci, parlamentare, giornalista, direttore de L’Unità, Macaluso è sempre stato un attento osservare della politica e delle vicende interne alla sinistra. Nato a Caltanissetta il 21 marzo 1924, Emanuele Macaluso si iscrisse al Partito Comunista d’Italia prima della caduta del Regime fascista. Iniziò la sua carriera politica nel 1951 come deputato regionale siciliano del Pci. Membro della corrente riformista (o, come lui preferiva, migliorista) di cui faceva parte anche Giorgio Napolitano, nel 1960 entrò nella Direzione del partito. Parlamentare nazionale per sette legislature (1963-1992), direttore de l’Unità dal 1982 al 1986 e ultimo direttore de Il Riformista dal 2011 al 2012. Quando il Pci si sciolse, aderì al Pds.
