Spariti soldi del nipote disabile a Canicattì, zio amministratore condannato

Per nove anni si e’ appropriato dei soldi del nipote disabile, di cui era stato nominato amministratore di sostegno. Quando l’avvocato che prese il suo posto nell’incarico se ne e’ accorto, e’ scattata la denuncia e la richiesta di rinvio a giudizio per peculato. Calogero Bordonaro, 52 anni, di Canicatti’, ha definito la sua posizione patteggiando una pena di 2 anni con il beneficio della sospensione condizionale della pena. La vicenda, in ogni caso, potrebbe portare ad ulteriori strascichi in sede civile. La presunta vittima, quarantaduenne, si e’ costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Leonardo Marino. L’imputato, nel luglio del 2008, era stato nominato amministratore di sostegno del nipote disabile dal giudice tutelare. Con tale veste, amministrava i suoi beni e le indennita’ che lo Stato eroga alle persone con disabilita’. Nel 2016, quando il giudice ha dato a un’avvocato l’incarico di gestire i suoi beni, estromettendo lo zio, la professionista si e’ accorta, esaminando i rendiconti, che c’erano degli evidenti ammanchi, prolungati negli anni. La vicenda e’ stata cosi’ segnalata alla procura della Repubblica che ha aperto un’inchiesta ipotizzando il reato di peculato visto che l’amministratore di sostegno e’, a tutti gli effetti, un pubblico ufficiale. La somma di cui si sarebbe appropriato, secondo la ricostruzione della procura, ammontava a 38 mila euro. Concluse le indagini, che sono state condotte dal pubblico ministero Elenia Manno, il difensore di Bordonaro, l’avvocato Calogero Li Calzi, ha chiesto il patteggiamento ottenendo il consenso della procura. L’applicazione della pena e’ stata poi ratificata dal gup Stefano Zammuto. (AGI)