Mafia, da boss spesa a chi aveva bisogno durante il lockdown a Palermo

“Le indagini ci hanno consentito di dimostrare come i mafiosi tentassero nel quartiere dello Zen di dare una sorta di welfare mafioso alla gente che aveva bisogno durante la prima fase del lockdown, addirittura con sussidi di tipo alimentare che sono stati scoperti dei carabinieri. È un welfare che non porta nulla di buono”. Così il generale Arturo Guarino, comandante provinciale dei carabinieri di Palermo, dopo l’operazione che ha portato all’azzeramento del mandamento di Tommaso Natale. “Nella notte, i carabinieri di Palermo – ha sottolineato – hanno eseguito 16 fermi di indiziato di delitto nei confronti di altrettanti cittadini italiani, responsabili di associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsione ed altro. L’attività, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, ci ha consentito di intervenire preventivamente in contrasti forti, anche violenti, dell’organnizzazione mafiosa Cosa nostra e del potente e storico mandamento di Tommaso Natale, che cercava di riorganizzarsi con contrasti interni, a seguito del tentativo, scoperto dai carabinieri due anni fa, di riorganizzare la Cupola mafiosa sulla provincia di Palermo”. “Anche in questa occasione i carabinieri hanno dimostrato un’attività pervasiva di controllo del territorio, che passava tramite le estorsioni, il pizzo e la necessità di ottenere soldi dal territorio”, ha sottolineato Guarino. (LaPresse)