Video torture a disabili di Licata postati su Facebook, investigatori: ”Atti disumani per un like in più”

Comportamenti “disumani e degradanti” al solo fine di “ottenere qualche like in più”. E’ quanto emerge dalle indagini dei carabinieri della Compagnia di Licata (Agrigento), che hanno eseguito tre provvedimenti di fermo a carico di altrettanti indagati, accusati di tortura, sequestro di persona, minacce, violenze e sevizie sadiche ai danni di “soggetti deboli e di minorata difesa”. I fatti si sono svolti a Licata e sono stati ripresi con i cellulari in alcuni video che condivisi su diverse piattaforme di social network hanno consentito ai militari di avviare le indagini attribuendo “precise e puntuali responsabilità” ai singoli membri del branco.   “Come emerge anche dai video – spiegano gli investigatori dell’Arma -, si denota una cattiveria ingiustificata e una cultura senza dubbio sbagliata di considerare l’altro meno forte uno scarto da colpire e da ridicolizzare fino al punto di divenire oggetto di comportamenti disumani e degradanti al solo fine di ottenere qualche like in più”. I provvedimenti di fermo, decisi dalla Procura di Aagrigento, guidata da Luigi Patronaggio, sono stati eseguiti nella notte e sono stati accompagnati da diverse perquisizioni. Le indagini proseguono per risalire all’identificazione dell’intero gruppo e all’acquisizione di ulteriori elementi probatori. Dalle indagini è emerso come una delle vittime in pieno giorno e in pieno centro è stata derisa, legata tipo imballaggio con del nastro adesivo e lasciato sul marciapiedi nell’indifferenza collettiva. Le vittime, inoltre, puntualmente venivano minacciate perché rimanessero in silenzio e non si rivolgessero alle forze dell’ordine. I tre fermati, un 27enne, un 24enne e un 37enne sono stati condotti nel carcere di Agrigento a disposizione dell’autorità giudiziaria. (Adnkronos)