Giustizia, procuratore generale di Palermo: ”No a illusione repressiva”

Le diseguaglianze sociali provocate dal Covid sono la causa primaria di una vasta gamma di fenomeni criminali. E c’e’ una risposta degli apparati statali che produce solo una “illusione repressiva”. Tutto questo dimostra, sostiene il procuratore generale Roberto Scarpinato nella relazione per l’apertura dell’anno giudiziario, che “la risposta penale non basta per governare complessi fenomeni sociali” aggravati dalla pandemia. “Il Covid – dice Scarpinato – ha ampliato le diseguaglianze, le condizioni di sottosviluppo, l’insicurezza economica e il contesto del lavoro piu’ fragile”. A Palermo oltre 100 mila persone “galleggiano al limite della sopravvivenza” grazie a forme temporanee di sussidio mentre decine di migliaia di persone sono prive di sostentamento e vivono con i lavori precari della cosiddetta ‘economia informale’. “C’e’ quindi uno scivolamento progressivo di quote significative nella ‘illegalita’ di sussistenza’ che declina un’ampia tipologia di reati, quota rilevante delle statistiche giudiziarie”. La crisi ha anche alimentato il rischio che un numero non irrilevante di operatori economici “tenda a tagliare i costi della legalita’ mediante l’incremento dell’evasione fiscale e contributiva, lo smaltimento illegale dei rifiuti, la violazione di norme in materie di igiene e di sicurezza”. La risposta finora data a questi fenomeni sta svelando i limiti di una “illusione repressiva”. Occorrono invece “politiche di risanamento sociale e di sviluppo” mentre si impiegano grandi energie e quote importanti di risorse per creare un “prodotto sociale evanescente in termini di deterrenza e di recupero dei condannati alla cultura della legalita’”. (ANSA)