Addio a Giusi Carreca, fu per anni protagonista della vita culturale e politica di Agrigento

E’ morta prematuramente ieri sera ad Agrigento, stroncata da una brutta malattia, Giusi Carreca. Attivista politica e attrice teatrale per anni fu tra i protagonisti della vita politica, sociale e culturale molto nota e apprezzata oltre i confini della città dei templi. Una vita intensa sempre in prima linea. Fu consigliere provinciale e dirigente del vecchio Pci e tra le promotrici del movimento per le donne dando vita a metà degli anni ‘70 alla “Primavera culturale agrigentina”. Tantissimi i messaggi di cordoglio e i ricordi Giusi Carreca pubblicati in queste ore su facebook.

Scrive il Centro Culturale Pier Paolo Pasolini di cui fu una delle fondatrici: “Giusi ci ha lasciati. Oggi, abbiamo perso un’amica, una sorella, una compagna di tante battaglie. Nulla, in questo momento, può attenuare il nostro dolore. La perdita di una persona cara sconvolge la nostra mente, i nostri quotidiani comportamenti. Non trovare più al proprio fianco una delle persone più oneste e intelligenti tra quelle conosciute è una perdita che difficilmente potrà essere colmata. Vogliamo ricordarla per la sua bellezza nella vita, nell’arte, nell’impegno sociale, nelle battaglie politiche, sempre protagonista della strada delle libertà dell’universo femminile, in testa in ogni manifestazione per i diritti di cittadinanza. Negli ultimi anni aveva riscoperto il piacere della recitazione. Non mancava occasione per dare il suo contributo alle iniziative culturali organizzate in città. La sua Agrigento. Città amata, amata tanto e per la quale ha combattuto per decenni affinché potesse uscire dall’isolamento culturale e dalle soffocanti tradizioni. E’ lei che fondò, insieme ad altri amici e compagni, il Centro Culturale ed Editoriale Pier Paolo Pasolini convinta che per sconfiggere le forze conservatrici e la mafia ci fosse bisogno di più ‘cultura’. Ci lascia una grande donna”.

Le parole dell’ex deputata del Pd Maria Iacono: “Te ne vai, cara Giusi, in una giornata simbolica, che ha dato forza e luce a tutte le tue battaglie. Sei stata un punto di riferimento per me, per tante di noi che in questo territorio hanno condiviso con te un percorso di emancipazione e libertà“. Il ricordo dell’ex senatore Vittorio Gambino: “Giusi era troppo forte per poter pensare che il suo male contro cui lottava ogni giorno avrebbe potuto vincerla. Sono sconvolto,ancora incredulo. Donna di forti principi morali, estrosa dinamica appassionata in tutte le azioni gli impegni politici artistici e culturali che l’hanno contraddistinta. Mancherà molto alla città a tutte le sue numerose amiche ed amici ai compagni tutti che nel corso di una lunga e partecipata esperienza di militanza e di dirigenza politica l’hanno apprezzata ed amata,ma principalmente alla sua famiglia: al marito Ninni, ai figli Massimo e Chiara che adorava esprimiamo le nostre più sentite condoglianze.Ciao Giusi. Rip”.
Il ricordo di Gaetano Aronica, l’ultimo regista ad averla diretta: “Ho avuto la fortuna di conoscere Giusi e dirigerla in due tra gli spettacoli più originali prodotti dalla Fondazione di cui sono stato Presidente e regista. Purtroppo la mente va ad un altro amico scomparso che proprio oggi avrebbe compiuto gli anni, Pippo Montalbano. Anche lui chiuse la sua carriera con me diversi anni fa. La forza di Giusi era pari al suo talento ed alla sua passione per l’arte e la cultura. Aspettavamo insieme con ansia di riprendere il fortunatissimo Villa Malgiocondo in cui aveva disegnato una signora Frola originalissima che faceva pensare più ai personaggi beckettiani di Giorni felici e Aspettando Godot che alla tradizione consunta delle gallerie pirandelliane. Lo facemmo insieme con coraggio nonostante l’età delle rivoluzioni culturali fisse per lei passata da un pezzo. Ma il Teatro, si sa, l’Arte, sono doni che riceviamo, una vera fortuna che ci permette di giocare e sognare come bambini. Con Giusi ho sognato tanto, la sua presenza è stata per molti attori, giovani e meno giovani, uno stimolo in più. Nelle albe di quest’estate poi, ha fatto un capolavoro e il pubblico gliene ha reso pienamente merito. L’ho vista felice e la voglio ricordare così. Mi piace anche confidare che non vedevo l’ora di proporle un nuovo progetto e un nuovo personaggio e che proprio in questi mesi l’ho avuta sempre davanti a me e ho dialogato molto con lei, con l’immagine che di questa splendida signora del teatro conservavo e conserverò nella mia memoria di uomo e di artista. Un pensiero anche al marito, Ninni Monteleone, che ci ha seguiti e sostenuti con un entusiasmo ed un amore davvero commoventi”.
Così il regista Giovanni Volpe: “Dobbiamo imparare a perdonare, ad amare, sono queste le sole cose che contano in questa nostra vita disgraziata. Non le toccate! Sono le sole che abbiamo…“. Queste sono state le tue ultime parole in scena e la tua ultima scena è stata la Valle dei Templi sotto un albero poco prima della maestosità del Concordia. Eri la Donnetta di Diego Fabbri, una delle più belle lezioni di Vita e di Teatro che ci hai lasciato sussurrandoci queste parole in una fresca alba di rinascita. La stessa che oggi ti accoglie… Grazie di tutto Giusi. Conoscerti, frequentarti, parlare con te d’Arte e di Vita è stato un privilegio, un onore, una crescita. Ciao Giusi”.

Il ricordo del sindaco di Alessandria della Rocca Giovanna Bubello: “Giusi Carreca, una vita di impegno potico, sociale e culturale, per il riscatto della Sicilia, per la provincia di Agrigento e per l’emancipazione delle donne. Giovane laureata in lettere ed attrice, ha lasciato il suo mondo per dirigere il partito comunista, per anni è stata protagonista a livello regionale e provinciale della lotta per la parità di genere e per la liberazione della nostra terra dalla mafia. Una delle prime donne a ricoprire la carica di consigliere provinciale. Ha diretto il PCI negli anni di Pio La torre e con generosità ha vissuto decenni di inpegno da protagonista della politica agrigentina.  Per lo spessore culturale e politico rimarrà un esempio di quella Sicilia democratica, che ha fatto dell’impegno politico una scelta di vita e di servizio per il bene comune. La profondità del pensiero politico, assieme alle esperienze nell’UDI e nel movimento per la liberazione ed emancipazione delle donne, la hanno spinta a dare vita ad Agorà delle donne. Tale associazione ha posto con forza il problema del riequilibrio della rappresentanza, ponendo le basi per la modifica della Costituzione in materia di rapppresentaza delle donne nelle istituzioni. Fase importante per arrivare a questo traguardo è stato proprio il convegno di Agrigento, promosso da Agorà, e a al quale parteciparono giuriste da tutta Italia e la Senatrice Giglia Tedesco. Forte l’impegno anche nel mondo della cultura non solo come attrice protagonista di tanti eventi, ma anche nel precorrere i tempi teorizzando un nuovo umanesimo, già negli anni 90. Giusi fu anche protagonista del centro Pier Paolo Pasolini e si è spesa per la nascita delle ludoteche per i più piccoli e del museo del giocattolo. Da scrittrice ha cercato di restituire un percorso di etnostoria e di recupero dei giochi del mondo dei bimbi agrigentini del primo 900. Va via una grande intelligenza e una donna speciale che ha scritto, con i grandi movimenti del 900, le pagine più belle della lotta per il riscatto della nostra terra, indicando l’orizzonte di un futuro di progresso al quale ha dedicato la sua esistenza. A noi, orfani della suo grande cuore, lascia un vuoto incolmabile. Nello stesso tempo, reputiamo un privilegio avere pensato e agito con lei, condividendo le scelte di vita e la stella polare dell’impegno per un mondo migliore”.

Il ricordo della giornalista Maria Giuseppina Terrasi: “Donna di immenso talento di innata classe, non ti sei mai tirata indietro dinanzi al richiamo dell’arte e della cultura, anche quando avresti avuto tutti i motivi per farlo. Grazie per avere donato la tua intensa interpretazione ai nostri eventi culturali, sempre insegnadoci il “peso delle parole”, quelle parole che scandivi una ad una, conducendoci all’ interno della dimensione dell’ opera. Ci sei sempre stata con il tuo entusiamo e la tua inscindibile abnegazione. Grazie soprattutto per il valore vero e puro che hai portato: il Valore di chi sapeva dare forti messaggi anche in silenzio”.

Così il sindaco di Naro Maria Grazia Brandara: “Da sindaco donna voglio ricordare una grande donna, Giusi Carreca. La sua intelligenza e le sue battaglie hanno accompagnato il cammino delle donne della nostra provincia. Di tutte le donne, non solo delle comuniste come lei ma anche delle democristiane come me. E poi l’arte, il teatro, la cultura. Una grande donna che lascia in chi ha avuto la fortuna di incrociarla un vuoto.
Naro si stringe al dolore della famiglia e la ricorderà”.