Torture a disabili a Licata, procura chiede incidente probatorio

Un incidente probatorio per sentire le vittime e cristallizzare le prove in vista di un eventuale processo. E’ stato chiesto dal procuratore Luigi Patronaggio e dal pubblico ministero Gianluca Caputo nell’ambito dell’inchiesta a carico dei tre licatesi fermati con l’accusa di avere sequestrato, deriso, picchiato e torturato tre disabili. Il gip di Agrigento, Alessandra Vella, il 29 gennaio, all’indomani dell’udienza di convalida del fermo di Antonio Casaccio, 26 anni; Gianluca Sortino, 23 anni e Angelo Marco Sortino, 36 anni, ha disposto la custodia in carcere. I tre indagati, difesi dagli avvocati Giuseppe Glicerio e Santo Lucia, in occasione dell’interrogatorio di convalida si sono avvalsi della facolta’ di non rispondere. Fra le accuse anche quella di avere filmato con gli smartphone le sevizie che sono state poi diffuse sui social diventando virali. I poveri disabili sarebbero stati legati, picchiati e umiliati in numerose circostanze. Il giudice non ha convalidato il fermo ritenendo che non vi sia il presupposto del pericolo di fuga ma ha disposto ugualmente la custodia in carcere giudicando solido il quadro indiziario, a partire dal reato di tortura, che in Italia e’ stato introdotto solo di recente in seguito a una sanzione dell’Unione Europea. Le indagini dei carabinieri proseguono per accertare eventuali altri episodi di cui si sarebbero resi protagonisti e identificare alcuni complici. L’incidente probatorio costituisce una vera e propria anticipazione del processo, dove i testimoni vengono interrogati in contraddittorio fra le parti e la prova e’ resa pienamente utilizzabile. (AGI)