Documentata dall’indagine della Guardia di finanza di Catania sul clan Scalisi-Laudani, culminata oggi nell’esecuzione di 26 misure e nel sequestro di imprese e immobili per 50 milioni tra Sicilia, Lombardia e Veneto, la forte capacita’ del gruppo mafioso di inserirsi nel tessuto economico-sociale e di infiltrarsi in strutture produttive attive sull’intero territorio nazionale e con sede nel Nord-Est, dalle quali traeva poi finanziamento. Giuseppe Scarvaglieri, storico boss del clan Scalisi, anche dal carcere al 41bis, ha continuato a rappresentare il punto di riferimento dell’associazione criminale, dirigendo anche nel corso dei colloqui. Le indagini del Gico del Nucleo pef di Catania, hanno poi posto in luce il concorso esterno nell’associazione mafiosa di due imprenditori catanesi, Antonio Siverino (noto come ‘U Miliardario’) e il figlio Francesco, i quali hanno “sistematicamente operato” a favore di Scarvaglieri riuscendo da un lato, a occultarne il patrimonio, grazie a intestazioni fittizie di beni e societa’ illecitamente acquisiti, nel tempo, dallo stesso Scarvaglieri, dall’altro, a incrementare in maniera costante e considerevole le loro disponibilita’ economiche e finanziarie, potendo contare sugli ingenti apporti di capitale derivanti dalle attivita’ della cosca criminale e sulla protezione offerta loro dal clan. I Siverino, imprenditori inizialmente impegnati nel settore della logistica e dei trasporti, nella zona di Adrano, contando sulla copertura anche finanziaria fornita dall’associazione mafiosa, hanno progressivamente esteso sull’intero territorio nazionale le loroattivita’ imprenditoriali, gradualmente diversificandole e rilevando anche societa’ operanti nel settore della commercializzazione dei prodotti petroliferi in Veneto e Lombardia. E’ emersa altresi’ la figura di Antonino Calcagno (“Ballala”), quale importante riferimento dell’associazione criminale nel territorio di Adrano, Paterno’ e Biancavilla, attivo in particolar modo nel settore dei trasporti. In carcere sono finiti Antonino e Salvatore Calcagno, Antonino e Francesco Siverino, Giuseppe Scarvaglieri. (AGI)
