Anziana morta in casa riposo a San Cataldo: arrestato amministratore, misure interdittive per 4 operatori

Svolta nelle indagini sulla morte di un’anziana avvenuta nel luglio del 2017 in una casa di riposo di San Cataldo, in provincia di Caltanissetta. I carabinieri hanno arrestato Giuseppe Cali’, 46enne amministratore unico della comunita’ alloggio per anziani ‘Casa Serena’, in cui avvenne la morte, con l’accusa di omicidio colposo e maltrattamenti. L’uomo, che si trova ai domiciliari, e’ stato interdetto anche dall’esercizio di attivita’ professionali. L’ordinanza del gip riguarda anche altri quattro operatori della struttura, a cui e’ stato imposto il divieto di esercitare la loro professione presso comunita’ alloggio. Sequestrata anche la casa di riposo, cosi’ come le quote societarie e il compendio aziendale. L’indagine della procura di Caltanissetta e dei carabinieri del Nucleo investigativo nisseno riguarda la morte di Anna Polizzi, deceduta all’eta’ di 85 anni nella casa di riposto di San Cataldo.

Un decesso che apparve subito “anomalo” agli inquirenti che ipotizzarono l’ipotesi di maltrattamenti nei confronti della donna. L’autopsia sul corpo rivelo’ una somministrazione di farmaco a base di promazina, normalmente prescritto ai pazienti con problemi di schizofrenia, poche ore prima del decesso. “Le risultanze emerse dall’esame tossicologico – sottolineano i carabinieri di Caltanissetta in una nota – indicavano la possibilita’ che all’anziana il farmaco contente ‘promazina’ fosse stato somministrato all’interno della ‘Casa Serena’, causandone il decesso per aritmia maligna”. Secondo gli investigatori, inoltre, sarebbero emerse responsabilita’ dell’amministratore in concorso con un’altra persona, al momento ignota, “per avere omesso di assumere un infermiere professionale per l’applicazione delle terapie farmacologiche ai clienti della struttura”. Elementi sarebbero emersi anche riguardo alla “gravita’ delle condotte ai danni di soggetti ricoverati da parte dei gestori e del personale della casa di riposo”, cosi’ come “numerose irregolarita’” sono state evidenziate dai militari in merito alla gestione della struttura e all’assistenza agli anziani. (Dire)