”Non vi è margine di incertezza in ordine all’attitudine della sceneggiatura, e della sua trasposizione cinematografica ad indurre nello spettatore ignaro la convinzione che il personaggio politico ‘oscuro’ e negativo non possa che coincidere con il defunto Fragalà effettivamente esistito”. Lo scrive il giudice Paolo Emilio De Simone della prima sezione penale del tribunale di Roma nelle motivazioni della sentenza che lo scorso 5 novembre ha condannato per diffamazione il regista Renzo Martinelli nei confronti dell’ex parlamentare di Alleanza Nazionale Enzo Fragalà, ucciso a bastonate dalla mafia nel febbraio 2010. Martinelli è stato condannato a 1.000 euro di multa, dopo la denuncia della famiglia di Fragalà che aveva ravvisato nel film ”Ustica” – una produzione italo-belga del 2016 di cui Renzo Martinelli è soggettista, sceneggiatore, produttore e regista – una diffamazione del deputato di An e noto penalista palermitano.
”Pienamente cosciente deve ritenersi la scelta di Martinelli di attribuire al personaggio negativo dello sceneggiato proprio il nome dell’onorevole Fragalà – si legge nelle motivazioni – Se in tal senso non fosse sufficiente rimarcare la circostanza che il nome in questione è l’unico reale e non equivocabile, mentre a tutti gli altri personaggi sono stati attribuiti nomi di fantasia”. ”Non sussistono dubbi in ordine alla caratterizzazione spiccatamente negativa del personaggio ‘On.le Fragalà. Il ruolo di insabbiatore riscoperto da quest’ultimo emerge in modo chiaro da gran parte degli scambi di battute”. E sebbene ” a differenziare i due personaggi sussistano plurime circostanze” anagrafiche, ”queste sono necessariamente destinate a passare in secondo piano di fronte ai profili di somiglianza che inducono lo spettatore ad assimilare le due figure”.
”E’ significativo evidenziare come il nome in questione sia l’unico effettivamente riconducibile ad un personaggio reale – sottolinea il giudice – e che, al contrario, tutti gli altri protagonisti dello sceneggiato portino nomi di fantasia”. ”Anche il vero Fragalà fu membro della Commissione bicamerale stragi”. Tutti elementi, conclude il giudice, che ”inducono pacificamente lo spettatore a sovrapporre il ‘vero’ Fragalà a quello immaginario nel film”. (Adnkronos)
