Morra: ”Mafiosi con reddito cittadinanza una schifezza, ma non usare caso per aggredire strumento”

“Non è tutto perfetto, è tutto da rivedere. Mi pare di aver letto che la truffa ammonterebbe a circa 1 milione e 200mila euro. Sono cifre importanti che se possibile vanno recuperate, però ricordo sempre a me stesso che ci si indigna, giustamente, sia chiaro, per queste inefficienze del sistema delle pubbliche amministrazioni, in particolare dell’Inps, ma per 2 miliardi e 700 milioni, e non 1 milione e 200mila euro, che sono stati corrisposti per finanziare la cassa in deroga ad aziende italiane che non hanno avuto alcun calo di fatturato nel periodo Covid, nessuno si indigna. Vediamo un pochino di usare uguale attenzione nei confronti di mega truffe cui siamo stati abituati dal sistema. Ma quelli sono colletti bianchi, sono persone perbene, quindi non si possono contestare, però sono 2 miliardi e 700 milioni”. A dirlo all’AdnKronos è Nicola Morra, senatore del M5S e presidente della Commissione Antimafia, commentando l’operazione dei Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo che hanno individuato 145 persone gravate da precedenti condanne per mafia che percepivano il reddito di cittadinanza pur non avendone diritto.

Morra, poi, prima sottolinea che se ciò emerge è anche “perché Inps e Guardia di Finanza hanno realizzato dei protocolli con cui controllano, seppur ex post, quindi di fatto dei controlli ci sono”, e poi spiega: “Ho ribadito anche oggi, supplicando in più occasioni chi di dovere, affinché l’Agenzia delle entrate, Istituto nazionale della previdenza sociale, Camere di commercio e Procura nazionale antimafia avessero un unico software con cui far dialogare le loro banche dati. Naturalmente rimanendo inevasa la mia richiesta, non accolta. Se semplicemente Inps e Procura nazionale avessero dialogato, si segnalavano i condannati e questi condannati venivano depennati dall’elenco dei potenziali percettori del reddito di cittadinanza. Non ci vuole una laurea al Mit o qualche capacità scacchistica alla Kasparov per massacrare questi tentativi”. Infine, Morra chiosa: “Il fatto che ci sia questa perenne attenzione è la dimostrazione di come si usino anche questi casi per aggredire un istituto la cui rilevanza sociale secondo me è enorme. Per cui è proprio nell’interesse di coloro che vogliono difendere il reddito di cittadinanza intervenire velocemente affinché lo strumento venga reso sempre più efficace ed efficiente evitando queste schifezze”. (Adnkronos)