Reddito di cittadinanza, anche boss della Kalsa tra 145 indagati da Gdf

Ci sono anche boss mafiosi e personaggi di primo piano tra i 145 indagati a Palermo per avere percepito il reddito di cittadinanza senza averne diritto. L’ha scoperto la Guardia di finanza del comando provinciale di Palermo, guidato dal generale Antonio Quintavalle Cecere: boss e familiari percepivano il reddito ma avevano omesso di dichiarare, nell’autocertificazione, le condanne per reati di mafia che impediscono appunto di ottenere il beneficio. Tra questi, Antonino Lauricella, boss della Kalsa di Palermo, detto “U Scintilluni”, che ha ricevuto un sussidio di oltre 7mila euro, o Maria Vitale, figlia di Leonardo, boss di Partinico. E ancora: Bartolo Genova, che ha ricoperto il ruolo di reggente del mandamento di Resuttana, e Domenico Caviglia, esattore del “pizzo” agli ordini di Salvatore Lo Piccolo, capomafia di San Lorenzo. Le Fiamme Gialle inoltre hanno eseguito un sequestro preventivo d’urgenza emesso dalla procura di Palermo – le indagini sono state coordinate dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Andrea Fusco – nei confronti di 26 condannati per associazione di tipo mafioso o per reati aggravati dal metodo mafioso, per un ammontare complessivo di oltre 70mila euro. Tra i colpiti dal provvedimento figurano anche appartenenti alle famiglie mafiose di Passo di Rigano, di Partinico e di Carini nonche’ affiliati ai clan degli Inzerillo e dei Lo Piccolo. “L’attivita’ investigativa si inserisce in una piu’ ampia strategia – dicono dal comando provinciale delle Fiamme Gialle di Palermo – finalizzata a contrastare l’infiltrazione della criminalita’ organizzata nell’economia legale e l’illecita percezione delle risorse pubbliche destinate alle persone in condizioni di difficolta’”. (AGI)