Scavi archeologici clandestini ad Eraclea Minoa, indagano i carabinieri

Un centinaio di piccoli scavi clandestini per cercare reperti archeologici sono stati scoperti, nei giorni scorsi, ad Eraclea Minoa. Lo riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola. Non è la prima volta che accade, anzi. È un copione che va avanti da anni. A denunciare gli scavi clandestini, alla stazione dei carabinieri di Cattolica Eraclea, è stato un dipendente del polo museale di Eraclea Minoa. Il danno non è stato quantificato. I militari dell’Arma di Cattolica Eraclea, coordinati dal comando compagnia di Agrigento, hanno subito avviato le indagini sperando di riuscire a recuperare indizi o elementi per tracciare una buona pista investigativa e arrivare all’identificazione se non di tutti, almeno di qualcuno, dei tombaroli che sono entrati in azione. Perché una cosa sembra essere certa, non può essere stato un solo tombarolo a scavare – e anche rapidamente – un centinaio di buche nella notte fra lunedì e martedì. Non è escluso che, nonostante gli scavi eseguiti, i «tombaroli» nulla siano riusciti a trovare e a portare via. Ma, stando a quanto è emerso ieri, non c’è però nessuna certezza.
Lo stesso quadro s’era presentato a fine dello scorso dicembre. Anche allora, gli impiegati del polo museale di Eraclea Minoa trovarono più scavi, neanche tanto profondi. Scavi che però – allora come negli ultimi giorni – sono il segnale chiaro, inequivocabile, che qualcuno non soltanto s’è intrufolato ma ha anche provato a cercare reperti archeologici. Spetterà all’attività investigativa dei carabinieri stabilire se, come sembra facile ipotizzare, la «mano» sia sempre la stessa. Ossia se periodicamente l’area viene presa di mira e visitata da qualcuno che ha già trovato o sa di poter trovare reperti archeologici. Gli ultimi due episodi sono la copia conforme di quanto accaduto nell’estate del 2019. Tanto ad agosto, quanto a luglio, erano stati denunciati, sempre a carico di ignoti, danneggiamenti analoghi. Per l’area di Eraclea Minoa, ma non soltanto, lo scorso febbraio, il Parco archeologico Valle dei Templi ha aggiudicato i lavori per la collocazione di un sistema di videosorveglianza. Impianti che, qualora in funzione, potrebbero dare una grossa – se non determinante – mano d’aiuto ai carabinieri.