“Nell’ultimo decennio – anche in Sicilia – il ricorso ai mega-appalti, oltre ad escludere tutte le imprese locali dalle gare, è stato sinonimo di mancanza di concorrenza e di trasparenza, di totale inefficienza, di tempi biblici e opere incompiute o mal eseguite, di contenziosi infiniti con le stazioni appaltanti e, soprattutto, di mancati pagamenti alle ditte subappaltatrici, aggravando così la condizione occupazionale ed economica delle comunità coinvolte”. Lo scrive in una nota l’Ance Sicilia. L’Ance Sicilia, “di fronte a questa preoccupante tendenza – che penalizza i territori e rischia di condizionare negativamente anche la realizzazione delle prossime infrastrutture strategiche che saranno inserite nel “Recovery Plan” – , condivide e sostiene la richiesta della Conferenza delle Regioni dello scorso 4 febbraio al governo nazionale – in occasione dell’audizione nelle Commissioni competenti di Camera e Senato sul Dpcm per le 58 opere strategiche da realizzare tramite commissari straordinari – di una maggiore concertazione con le Regioni sugli strumenti, sui finanziamenti e sulle prerogative dei commissari riguardo agli interventi infrastrutturali di maggiore complessità e urgenza.
E accoglie in tal senso con favore e speranza l’impegno assunto nelle stesse Commissioni dal nuovo ministro Enrico Giovannini di operare, per queste infrastrutture e per quelle del “Recovery Plan”, in pieno raccordo con le Regioni. L’Ance Sicilia, conseguentemente, confida nella sensibilità del governatore Nello Musumeci verso i problemi delle imprese locali e fa appello perché, anche nella sua prossima veste di commissario straordinario per alcune opere come la Ragusa-Catania, intervenga con la sua consueta determinazione sul governo nazionale, sul gruppo Rfi-Anas (titolare della quasi totalità delle opere strategiche da realizzare nell’Isola) e sui commissari straordinari, affinché si rinunci al fallimentare modello dei mega-appalti, si mantenga in capo alle efficienti strutture tecniche e amministrative di Rfi e Anas la regia, la gestione e il controllo diretto sui cantieri e si ricorra alla suddivisione degli appalti in più lotti di minor importo, facilitando così la partecipazione da parte di aggregazioni di aziende del comparto Pmi. (askanews)
