Congo, ucciso magistrato che indagava su morte Attanasio e Iacovacci

Il magistrato William Assani che indagava sull’attacco in cui sono rimasti uccisi l’ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista del Programma alimentare mondoale (Pam), Mustafa Milambo, è stato ucciso in un agguato avvenuto nel Nord Kivu, nell’Est della Repubblica del Congo. Lo riporta l’agenzia Fides citando fonti missionari locali, secondo cui il magistrato “stava tornando da una riunione a Goma, nell’ambito dell’inchiesta sulla sicurezza dell’area e in particolare sull’omicidio dell’ambasciatore italiano e dei suoi due accompagnatori”. Secondo quanto si legge sull’account Twitter Baromètre sécuritaire du Kivu, il magistrato “è stato ucciso lungo la stessa strada, a circa 20 chilometri dal luogo in cui sono stati uccisi l’ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo, la sua scorta e l’autista del Programma alimentare mondiale”. Nell’agguato è rimasto ferito un militare ed è morto un aggressore.

In un comunicato inviato a Fides, l’ong locale Cepadho (Centro Studi per la Pace, la Democrazia e i Diritti Umani) afferma di “aver appreso con forte sgomento dell’assassinio del maggiore William Assani, magistrato presso il Tribunale militare di Rutshuru il 2 marzo, rimasto vittima di un agguato all’altezza di Katale, sull’asse stradale Rutshuru – Goma, da dove proveniva”. “Questo crimine è stato perpetrato da uomini armati, non identificati, uno dei quali è stato neutralizzato dalla risposta avviata dalle Fardc (l’esercito congolese)”, si precisa nella dichiarazione. “Il Cepadho condanna con veemenza questo atto spregevole e barbaro, da considerarsi un vero sabotaggio alla magistratura, visto l’impegno e l’abnegazione che ha caratterizzato il Magistrato Militare nel Territorio di Rutshuru. La nostra Organizzazione, scioccata e scandalizzata per la morte del maggiore William Assani, sollecita le autorità perché avviino indagini credibili per trovare gli assassini, affinché gli autori di questo delitto non restino impuniti”, conclude il CEPADHO. (askanews)